lunedì 13 aprile 2009

domenica 12 aprile 2009

Per l'Abruzzo

Sono ancora troppo amareggiata per scrivere qualcosa che non suoni né retorico, né banale.
Però, grazie ai Cuochidicarta che lo hanno pubblicato ancora lo scorso 7 aprile, copio (ed integro) volentieri questo post.


















CONTO CORRENTE POSTALE N° 28748200

Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

CONTO CORRENTE BANCARIO
Banca Prossima
IBAN IT52L0335901600100000003514
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo DONA ONLINE (con carta di credito)
http://www.bancoalimentare.org/donazioni
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

ALIMENTI NECESSARI (SOLO DA PARTE DI AZIENDE)
* latte a lunga conservazione
* zucchero
* crackers e fette biscottate
* biscotti, brioche e altri prodotti per la prima colazione
* tonno in scatola
* confetture e frutta sciroppata
* succhi di frutta
* cioccolata
* prodotti per la prima infanzia
* acqua minerale

Per contattare il BANCO ALIMENTARE:
02-89.65.84.63 - Per aiuti da privati (solo donazioni in denaro)
02-89.65.84.58 - Per aiuti da aziende (donazioni e alimenti)
per info e segnalazioni: terremotoabruzzo@bancoalimentare.it

Dal Sito Ufficiale della Regione Abruzzo
CONTO CORRENTE POSTALE 10400000
CONTO CORRENTE BANCARIO IT69L0300215300000410000

Inoltre, sul sito TOM'S HARDWARE abbiamo trovato questo elenco:
SMS al 48580 (Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia)
Gli operatori di telefonia mobile TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza.

Dal sito Poste Italiane
Poste Mobile attiva il numero di solidarietà 377.2048580
10 euro di traffico telefonico gratuito a tutti i clienti di PosteMobile dell'Aquila e provincia.
PosteMobile ha attivato il numero di solidarietà 377.2048580 per consentire ai propri clienti di contribuire all’azione di soccorso a favore delle comunità terremotate.
Tutti i clienti PosteMobile possono donare 1 euro inviando un SMS al numero speciale 377.2048580.
Inoltre, i clienti che hanno associato alla propria Sim PosteMobile un conto corrente Bancoposta o una carta prepagata Postepay possono donare qualunque importo accedendo ai servizi Semplifica tramite il menù della propria scheda Sim, selezionando lo strumento di pagamento associato (Conto Corrente o Postepay) ed effettuando un postagiro al conto corrente postale n ° 10 40 0000, oppure effettuando una ricarica sul numero speciale 377.2048580.
PosteMobile, inoltre, ha deciso di accreditare - a partire dal 10 aprile - 10 euro di traffico telefonico gratuito a tutti i propri clienti dell'Aquila e provincia.

Bonifico, Carta di Credito, Vaglia Postale (Caritas Italiana)
Per sostenere gli interventi in corso (causale "TERREMOTO ABRUZZO") si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
* Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
* Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
* Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
* CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Bonifico, Vaglia Postale (Croce Rossa Italiana)
C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
Codice IBAN: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Bonifico o Vaglia Postale (Poste Italiane)
A partire da oggi è attivo il conto corrente 10 40 0000 che Poste Italiane ha messo a disposizione per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta della Regione Abruzzo. I sottoscrittori potranno versare i loro contributi in tutti i 14 mila uffici postali attraverso bollettino di conto corrente postale o direttamente online.

Bonifico (UniCredit, Banca Mps, Intesa Sanpaolo)
Conto corrente intestato a "Solidarietà terremoto Abruzzo", aperto presso UniCredit Banca di Roma
IBAN: IT 96 S 03002 05132 000414414414.

Conto corrente intestato "pro-terremotati Abruzzo" aperto presso da Banca Mps
IBAN: IT 33 E 01030 14200 00008620017
È possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141.

Conto corrente intestato "Un aiuto subito-Terremoto dell'Abruzzo" aperto presso Intesa Sanpaolo - IBAN: IT 03 B 03069 05061100000000144.

sabato 28 marzo 2009

torna l'ora legale

Da domani torna l'ora legale.
E allora ecco alcune considerazioni.
Innanzitutto: perchè LEGALE? Forse l'ora solare è illegale?
Forse è male cercare di vivere, nonostante tutto, secondo i ritmi naturali, tentando di non forzare i propri tempi, costantemente adeguati all'esigenze esterne, dimenticando del tutto o quasi quelle interne?
E poi il risparmio: quasi 100 milioni di euro!
Caspita, se avanza qualcosa, chissà che qualcuno si ricordi di aiutare chi ha bisogno :-/
Non la soppporto proprio: quell'ora di luce solare mi fa sentire ancora più stanca e demotivata; come se una voce (ci siamo, sento le voci: sono pazza! ma lo sapevo già...) mi dicesse "dai, fuori è ancora chiaro, hai ancora tempo di fare qualcosa, muoviti, non stare lì a pensare, a rimuginare...".
Una specie di Grillo Parlante.
Anzi, Illuminante, fastidiosissimo ed Illuminante.
E poi va contro natura, sconvolge i ritmi circadiani, l'equilibrio veglia-sonno, per non parlare delle consuete, sfibranti (ed inutili) questioni che tutti gli anni coinvolgono la pubblica opinione (ammesso ci sia ancora qualcuno che abbia opinioni SUE e non pilotate dai media): è un'ora in più di sole, ma è un'ora in meno perchè l'orologio è avanti; e domenica dormi un'ora in meno ma la sera quando esci è ancora chiaro...
Eccheppalle!
Insomma, per dirla con il Puffo Brontolone, io ODIO l'ora legale.
Gli esperti si affrettano a ricordare che "Avremo a che fare con ansia, nervosismo, malumore, mal di testa, tensione muscolare, tutti disturbi dovuti ad un cambiamento del ciclo del sonno."
Per quanto mi riguarda, non dormo comunque e sono di pessimo umore da mesi e quei disturbi, per me, sono ormai cronici; per cui mi fa poca differenza.
E domani mattina sarò comunque sveglia all'alba.
Illegale, sia chiaro.

scendiamo in piazza a rompere...



Il 21,22,28 e 29 marzo scendi in piazza a firmare
contro il traffico dei cuccioli dall'Est Europa

Te lo abbiamo già chiesto. Ti abbiamo promesso grandi risultati. Alcuni li abbiamo già ottenuti. Ma vogliamo fare di più! Ecco perchè torniamo in piazza.

Saremo presenti con centinaia di tavoli dove potrai

    • firmare la petizione
    • trovare il materiale informativo
    • ricevere il tradizionale uovo di cioccolato extrafondente equo e solidale della LAV con una piccola donazione

AIUTACI A FERMARE IL TRAFFICO DI CUCCIOLI: SCENDI IN PIAZZA CON NOI! INSIEME POSSIAMO OTTENERE ALTRI IMPORTANTI RISULTATI!

Scopri la piazza più vicina a te!


Vuoi aiutarci subito? Sostienici con una donazione on-line!

domenica 22 marzo 2009

studi mattutini

Sarà che per il resto del mondo è primavera, ma qui dentro è ancora molto freddo e molto buio...
Stamattina studio, meglio tenere il cervello occupato in qualcosa di utile piuttosto che lasciarlo pericolosamente alla deriva in un oceano di sconfinata amarezza...
Buona domenica...

martedì 17 marzo 2009

dimmi cosa tieni nel portafogli e ti dirò chi sei

Prendo spunto da questo post di Mamit, che ringrazio per lo spunto narrativo.

Il portafogli, questo sconosciuto.
Credo rispecchi, in scala 1/10, lo stato in cui si trovano le borse di quelle come me che, se potessero, si porterebbero appresso la casa (la famosa "sindrome della chiocciola"):









nel mio imperversano più che altro scontrini di negozi per animali, conservati per confrontare le varie offerte.








A parte gli strumenti necessari ai prelievi 'monetari', in una taschina conservo ancora tre minuscoli trifogli raccolti in Irlanda nel 2002, due mie foto tessera di quanto avevo 20 anni (sigh) ed una salviettina lavamani al limone.
In un'altra biglietti da visita vari: veterinario, gastroenterologo, ristoranti etnici, artisti e affini; il tagliando dei sacchetti dell'aspirapolvere e quello delle lenti a contatto; una card antisfiga di LupoAlberto, il tesserino sanitario e quello verdino del vecchio codice fiscale.
E poi la ricevuta dell'ultima ceretta dall'estetista, quella della giocata al superenalotto e, in apposito reparto, da esibire orgogliosa, le foto dei mici, viventi e non.
Del resto, di chi posso andar fiera, se non di loro?










Insomma, più che i soldi (mai più di 20€), se mi rubassero il portafogli, porterebbero via una buona parte di me: e lo si capisce anche dal fatto che rappresenta più d'1/10 del peso complessivo della borsa :-S (peso medio: 3,5 kg...).









E cosa c'è nella borsa?
















Un po' di pazienza, fino alla prossima puntata...

domenica 8 marzo 2009

per tutte noi

Qui non ci sono mimose, nè vere, nè virtuali.
Però ci sono queste violette, fotografate stamattina.



























































O quelle fotografate lo scorso anno in questo periodo.






















Oppure questi deliziosi fiorellini (nome scientifico: Veronica Persica Poiret)





















che, forse più d'altri, segnano l'arrivo della primavera ed il ritorno della luce, dopo il buio dell'inverno.

Ma per tutte quelle che l'hanno già fatto, che lo stanno facendo o lo faranno, c'è un pensiero ed un augurio, sincero.
Di rinascere.
Qui.
Le parole non sono mie, ma l'intenzione e la voglia di comunicarle sono profondamente personali.
Buona lettura e buona giornata.
Oggi, come domani...

giovedì 26 febbraio 2009

la solitudine del 41

41: numero primo, (con)divisibile solo per se stesso e per uno...
41: numero atomico del niobio (Nb), che prende il nome da Niobe...
41: numero primo gemello del 43: e chissà che anche questo possa significare qualcosa (in attesa del 42 che, almeno, è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto...)
41: secondo la smorfia napoletana, il coltello, forse quello che mi sento piantato nella schiena da troppo tempo...
Rassicurante il fatto che il 42 sia il caffè ed il 43 la donna al balcone: indizi positivi per il futuro? Speriamo...

41: più di due volte vent'anni e non ricordare d'averli compiuti...























"I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. […] Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli."

martedì 17 febbraio 2009

Giornata Mondiale del Gatto

Auguri a tutti i mici della mia vita...
Un pensiero speciale a quelli che hanno zampettato accanto a me, permettendomi di condividere istanti indimenticabili e pieni di meraviglia









Tommy


















Minou



e un ringraziamento quotidiano a quelli che ancora mi camminano vicino,














Emily




rendendo speciale ogni giorno,













Priscilla





dandomi la forza di uscire dal letto e regalando un senso alla mia esistenza.
Semplicemente, con un miao...








mamma Felix













Cindy


domenica 8 febbraio 2009

il vento e il sonno

Ci fu un tempo lontano in cui il Vento ed il Sonno litigavano per stabilire chi dei due fosse più forte, ma nè l'uno, nè l'altro riuscivano a prevalere.
Allora il Sonno, con la sua calma ipnotica, notò un bambino che camminava per strada, mangiando una focaccina a piccoli morsi.
E disse al Vento: "Chi dei due riuscirà a strappare la focaccina di mano al bambino sarà il più forte di noi ed avrà vinto".

Il Vento, sicuro di vincere, volle provare per primo.
Strattonò violentemente il bambino, cercò di farlo cadere a terra; ma il piccolo strinse forte la focaccina nella mano e, nonostante l'impeto del Vento, continuò a camminare tranquillo, richiudendo saldamente il cappotto che lo proteggeva dal freddo.
Fallito il proprio tentativo, il Vento, a malincuore, lasciò provare il Sonno.

Il Sonno si avvicinò lentamente al bambino, rese le sue palpebre pesanti con una dolce, silenziosa ninna nanna e lo avvolse in un abbraccio morbido: il piccolo ondeggiò leggermente, poi si appoggiò lentamente ad un muro e scivolò delicato sui gradini d'una casa, ma senza farsi male, come se avesse
sempre riposato lì.
E mentre si stava addormentando, la sua manina mollò la presa e la focaccina cadde accanto a lui.
Il Sonno guardò, quindi, soddisfatto il Vento, che gli disse: "Mi arrendo, sei tu il più forte".

E in un sussurro gelido di polvere e foglie, svanì.

richiesta d'aiuto tecnico

Qualcuno mi spiega come si aggiunge la colonnina degli "ultimi commenti" nella sidebar?
Per quanto capisco dalla guida di Blogger, è una funzione non supportata dalla nuova versione del layout del blog.
Come dire, cambiare non è sempre un vantaggio.

Anzi, a volte, è meglio lasciare tutto com'è.
O no?

quando si fa di necessità virtù








Ecco l'ultimo posto conquistato da Emily.
Motivo? Il decoder è caldo (in alternativa al termosifone) e da lì sopra si possono controllare meglio i movimenti dell'invasora.

sabato 7 febbraio 2009

5 mesi in nero e bianco

Sarà che dopo aver pubblicato tante storie drammatiche di là ho voglia di pensare a qualcosa di bello, visto che i pensieri tristi, brutti, rabbiosi ed opprimenti resistono stabilmente accampati nella mia testa ormai da qualche mese :-\
Sarà che cinque mesi, quando si tratta di gatti, sono sempre una ricorrenza importante per me.
Insomma...
Ieri, 6 febbraio, erano passati cinque mesi da quando Priscilla è arrivata in casa mia.
E allora colgo l'occasione per raccontare un po' di lei, visto che finora le ho dedicato solo post fotografici.

Correva (ma dove andasse, non si sa...) l'anno 2006: novembre, se non ricordo male.
All'epoca Tommy (sigh...) era ancora vivo ed Emily s'era insediata in casa da poco più di un anno.
La convivenza felina tra i due era più o meno tranquilla ed io non pensavo affatto, nè potevo immaginare, che nove mesi dopo il mio Tommy adorato se ne sarebbe andato sul Ponte, lasciandomi nello sconforto più profondo, ben peggiore di quanto potessi mai immaginare.

In quel periodo, quindi, quando vidi Priscilla per la prima volta, doveva avere non più di cinque-sei mesi, era già una gattina adulta e girovagava nei pressi del condominio in cui risiedono tutt'ora i due gestori dell'edicola del quartiere, i quali mi avevano interpellata per sapere come sistemare la micia che, già all'epoca, si dimostrava ben disposta verso gli esseri umani, pur di avere cibo e riparo, cercandole una casa e possibilmente qualcuno che se ne prendesse cura come si deve, provvedendo a vaccinarla, sterilizzarla e tutto il resto.
Purtroppo i suddetti ragazzi non avrebbero mai potuto prendersene cura, sia perchè avevano (ed hanno tuttora) una cagnolina in casa (Asia), sia e soprattutto perchè lei (l'umana) è irrimediabilmente allergica ai gatti.
Per cui, nonostante riuscissero a nutrire Priscilla abbastanza regolarmente, i due non avrebbero potuto prendersi cura di lei in maniera definitiva.
Andai quindi a trovarli, vidi Priscilla e l'unica cosa che riuscii a fare fu portar loro qualche scatoletta, augurandomi che, nel frattempo, qualcun altro del condominio la adottasse e le donasse amore, cibo ed una casa in cui stare al caldo.

Poi il tempo è passato e sono successe tante cose, alcune molto brutte.

E' passata la scorsa estate, segnata dal primo, triste anniversario della scomparsa di Tommy, ma anche dalla lacerante, anche se molto significativa, esperienza come volontaria attivista LAV.
Dico 'lacerante' perchè il mio carattere (cuore? anima?) non è abbastanza 'forte' da sopportare l'esito negativo e drammatico che certe situazioni sembrano destinate a prendere (e non solo quando si tratta di animali...).

Nel caso della LAV, il problema troppo grande da gestire erano le condizioni precarie di molti cuccioli, cui mi ero inevitabilmente affezionata, cercando di compensare, tra le altre cose, il vuoto lasciato da Tommy; cuccioli che fecero quasi tutti una pessima fine, complice l'estate schifosa e portatrice, più che mai, di malattie fatali per le povere creature, la cui salute era già resa molto debole dalle condizioni in cui erano stati trovati.

Due di loro, invece, presi per tempo, si salvarono: Tigro e Tigra.
Ma quando, dopo un mese di convivenza, trovai loro una casa (dove, da allora, non sono più tornata), lo sconforto riprese a farsi sentire ancor più forte di prima.

Nel frattempo Priscilla era sopravvissuta ad un inverno, una primavera con gravidanza e ad un'estate che sembrava promettere bene, per lei e per i suoi cuccioli.
Non li ho mai visti, ma la ragazza dell'edicola mi assicurò che tutti avevano trovato casa.
E siccome, a fine agosto, dopo la turbolenta (e molto sofferta) decisione di 'abbandonare il campo' da volontaria, venni a sapere che anche Priscilla aveva trovato casa, ero almeno soddisfatta d'una buona notizia in mezzo a tante che, per me, non erano affatto positive.

Pochi giorni dopo, però, la triste scoperta: Priscilla non aveva trovato casa e chi diceva di volerla prendere con sè, ci aveva ripensato. Tipico, no? :-(
Così, grazie all'aiuto di mia madre (che già s'era presa cura dei due 'Tigri') e al mio desiderio di ritornare ad avere due gatti per casa, Priscilla abbandonò definitivamente la strada il 3 settembre 2008.
Il giorno dopo venne debitamente visitata, vaccinata e sterilizzata, riscontrando che era fortunatamente sana, negativa sia alla Fiv, sia alla Felv e libera da qualsiasi parassita interno.
Decisamente in ottime condizioni di salute, considerato che aveva sempre vissuto per strada.
Un ottimo segno, dopo aver dovuto sopportare la scomparsa di tanti poveri cuccioli.

Mia madre si occupò della sua convalescenza post-operatoria, testando se fosse possibile tenerla a casa sua, considerata la presenza di Lory.
Ma dopo due giorni, il 6 settembre, appunto, andai a prendere Priscilla e la portai a casa mia.

Da allora sono passati cinque mesi, non sempre facili, soprattutto i primi: abituarla a stare in casa ha richiesto molta pazienza e qualche bizzarro accorgimento che solo le gattare più convinte possono capire.
Questo, per esempio, è sistema di pannelli inventato per sopperire alla mancanza della porta che separi, quando in casa non ci sono bipedi, la zona notte (di Priscilla) da quella giorno (di Emily).


















(la foto è un po' storta: me ne sono accorta dopo...)

La convivenza non è ancora del tutto tranquilla, soprattutto per Emily che ha preso più d'una graffiata (l'ultima e più impressionante, vicino all'occhio destro, ma senza gravi conseguenze, mentre ero a casa con l'influenza); il veterinario mi ha consigliato di tagliare le unghie a Priscilla e per fortuna la cosa si è rivelata molto più semplice del previsto (quella gatta è un amore!).

Priscilla dimostra ogni giorno di più d'essere non solo una gattina meravigliosa, cosa che ancora mi fa chiedere come possa non aver trovato casa (domanda retorica...), ma di essere stata certamente inviata da Tommy, il quale, invisibilmente, sembra guidarla in ogni suo passo, in ogni gesto ed abitudine che va prendendo nel tempo.












E quando la vedo dormire beata, quando il suo sguardo dice più di tante parole, quando le sue dolci fusa mi danno la forza d'uscire dal letto in questo periodo buio e pesante, benedico ogni giorno trascorso con lei e mi sento fiera d'averla salvata dalla strada.

















Soprattutto perchè lei, come tutti gli altri 'miei' gatti, ha salvato me.

lunedì 2 febbraio 2009

perdute 'muse' d'un tempo che fu

Stanotte ripensavo a quando, tempo fa, scrivevo con una certa regolarità i miei pensieri sul mondo; chi li leggeva diceva che avevo l'ironia della Littizzetto e la 'forza' della Fallaci.

Ma Oriana ha lasciato questo mondo ormai da un po'.
E Luciana... Luciana ormai dice sempre le stesse stupidaggini :-7

Forse è ora di cambiare 'role models'...

Imbolc, Candelora e Festa della Marmotta

Ogni anno mi ripropongo di scrivere un post come da titolo.
Ma anche quest'anno NON ci sono riuscita :-(
Però l'ha fatto lui: magari per il 2010 ci riuscirò anch'io.
Magari... :-\

giovedì 29 gennaio 2009

parafrasi sarcastica

La brutta notizia è che il principe azzurro NON esiste.

Quella buona è che non ne hai bisogno.

lunedì 19 gennaio 2009

amare un animale E' come amare un figlio

Riconoscendo a Mamit&Pupina il merito di aver posto l'attenzione su questo articolo, aderisco entusiasta alla pubblicazione di quanto segue, apparso su La Zampa dello scorso 16 gennaio. Buona lettura :-)

"E' stato rilevato un aumento della ossitocina, l'«ormone delle coccole», in chi gioca con i quattrozampe

Chi ha bisogno di un figlio, se si ha un animale domestico? Un’affermazione di cui sono convinti tutti i più appassionati cinofili e gattofili, e che sembra trovare ora una conferma scientifica grazie agli studi di un team di biologi giapponesi: pare che dopo aver accarezzato e coccolato il proprio cane o gatto, e soprattutto aver stabilito un contatto anche visivo con lui, nei padroni aumentino i livelli di un ormone chiamato ossitocina, collegato anche alle emozioni dell’amicizia, dell’amore romantico e, cosa ancora più rilevante, di quello genitoriale. Come dire che i ’pet’ stimolano le stesse sensazioni positive di un pargolo in culla.

Soprannominato "ormone delle coccole" o "farmaco dell’amore" - riportano gli studiosi sulla rivista ’Hormones and Behavior’ - l’ossitocina, come confermano varie ricerche, è in grado di combattere lo stress e la depressione e di stimolare l’autostima negli umani. Per questa ragione Miho Nagasawa e Takefumi Kikusui, esperti della Azuba University, hanno voluto verificare se anche il contatto sociale fra specie differenti potesse amplificare la produzione di questo ormone.

«Miho ed io - sottolinea Kikusui - siamo grandi amanti dei cani e abbiamo notato che qualcosa cambia nel nostro corpo quando giochiamo a palla con loro e li abbracciamo. Perciò abbiamo reclutato 55 padroni di quattrozampe e i loro fedeli amici per una sessione di analisi in laboratorio». Gli arruolati del primo gruppo hanno fornito un campione di urina prima e dopo aver giocato con i loro cani per circa un’ora e mezza, mentre a un secondo gruppo è stato chiesto di non interagire con i loro quadrupedi.

Esaminando il liquido biologico, i ricercatori hanno rilevato un aumento del 20% della produzione di ossitocina nei padroni che avevano giocato con i loro animali stabilendo un contatto visivo di circa due minuti e mezzo in media, contro i 45 secondi dell’altro campione, in cui non si sono notati ’boom’ significativi di questo ormone. I biologi nipponici sono convinti che sia proprio per questo che la pet-therapy, ormai impiegata per curare un gran numero di malattie, è così efficace. E credono anche che l’uomo abbia addomesticato gli animali proprio per questa ragione: nell’antichità, dagli animali ricevevano non solo un aiuto nel lavoro, ma anche sensazioni positive e rilassanti."

Ai prossimi ottusi che si permetteranno di dirmi "ami gli animali solo perché non hai figli" sbatterò orgogliosamente in faccia quest'illuminante articolo :-D

mercoledì 14 gennaio 2009

nuovo blog, problemi vecchi

Ho aperto un nuovo blog: per ora è vuoto, ma si riempirà presto.
Grazie per l'attenzione.

sabato 10 gennaio 2009

martedì 6 gennaio 2009

sempre di animali si tratta

Anche se questo è virtuale, creato con plastilina ed altri materiali.
Guardando le sue avventure ho riso davvero di gusto.

E, come si sa, ridere fa bene, soprattutto in certi momenti bui.











Grande Shaun the Sheep!


Buone risate a tutti, baaaaa :-)

queste le ho fatte io!









































ma sono per loro...
















(foto gentilmente presa in prestito da questo blog molto carino)

almeno fintanto che questa sarà la situazione climatica :-(

lunedì 5 gennaio 2009

un'altra ricetta, ma per loro

Ricevo e riporto importante comunicato della LAC, Lega per l'Abolizione della Caccia - sezione Veneto (ma è valido per tutta l'Italia!).
Grazie per l'attenzione.

Comunicato del 3 gennaio 2009
COMUNICATO: i cacciatori con la neve devono restare a casa! Bisogna invece aiutare gli animali fornendo loro del cibo.

NONOSTANTE LA NEVE ALCUNI CACCIATORI CONTINUANO A SPARARE: LA LAC INVITA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO E GLI ADDETTI ALLA VIGILANZA VENATORIA AD INTENSIFICARE I CONTROLLI DATO CHE NEI TERRENI COPERTI DALLA NEVE L’ESERCIZIO VENATORIO E’ VIETATO PER LEGGE.
CACCIARE GLI ANIMALI STREMATI PER LA FAME E PER IL GELO SIGNIFICA COMPIERE UN ATTO DOPPIAMENTE BARBARO.
PER AIUTARE GLI UCCELLI SELVATICI A SUPERARE QUESTO PERIODO DI GELO SI POSSONO SOMMINISTRARE DEGLI ALIMENTI NATURALI QUALI SEMI, MELE O APPOSITI PREPARATI.

Nonostante l’abbondante nevicata di inizio anno che ha coperto le campagne con uno spesso strato di neve, trasformato poi in una lastra di ghiaccio a causa delle temperature sotto lo zero, ci sono ancora dei cacciatori che sparano agli animali come confermano alcune segnalazioni giunte alla sezione veneta della LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia.
La legge sulla caccia, la n.157/92, prevede all’articolo 21 (lettera m): “è vietato a chiunque cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve, salvo che nella zona faunistica delle Alpi, secondo le disposizioni emanante dalle regioni interessate”.
Considerata questa disposizione di legge la LAC ha rivolto un appello al Corpo Forestale dello Stato ed a tutti gli addetti alla vigilanza venatoria affinché intensifichino i controlli per sanzionare tutti i trasgressori.
Le Guardie Volontarie Venatorie della LAC si sono già attivate per effettuare dei puntuali controlli sul territorio per individuare e sanzionare i possibili trasgressori che rischiano una sanzione amministrativa pari a 200 euro.
La LAC invita le persone che hanno a cuore la sorte degli animali selvatici ed in particolare degli uccelli, stremati dal freddo e dall’impossibilità di reperire cibo in natura, a fornire loro degli alimenti, possibilmente naturali, come semi di girasole, semi vari come quelli messi in vendita per i canarini, riso, riso soffiato, uvetta passa, arachidi non cotti da appendere a dei rami, mele ed in mancanza di altro pare sbriciolato.
Si possono inoltre fornire delle tortine per uccelli reperibili in negozi specializzati o facilmente realizzabili con appositi ingredienti naturali (Vedi ricetta allegata al presente comunicato).
“Con i terreni coperti dalla neve e da uno strato di ghiaccio sia gli uccelli che i mammiferi faticano moltissimo a recuperare quel cibo che di norma trovano a terra – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto – le temperature rigide sommate alla penuria di cibo risultano spesso fatali causando la morte di molti di questi animali. Se a questa situazione terribile si aggiungano anche i cacciatori si crea una situazione veramente disastrosa oltre che vergognosa e doppiamente barbara. Proprio per questo invitiamo gli addetti alla vigilanza ad intensificare i controlli ed invitiamo i cittadini ad aiutare gli animali selvatici fornendo a terra, su aree pulite dalla neve,del cibo come arachidi; semi vari, semi di girasole, mele e apposite tortine per uccelli”.
Lega per l’Abolizione della Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore 15/C int. 1 - 31100 Treviso
Tel. 347/9385856 e-mail: lacveneto@ecorete.it web: www.lacveneto.it

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COME PREPARARE LE TORTINE PER UCCELLI
Ingredienti:
• 0,5 kg circa di farina di frumento per dolci
• 1 kg circa di farina per polenta di mais giallo
• 0,5 kg circa di zucchero (possibilmente grezzo)
• Almeno 4 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi
(N.d.Z.M.: per queste dosi bastano due panetti di margarina, in totale 500 grammi, sono più che sufficienti per realizzare le "polpettine")

Ingredienti facoltativi:
• una bustina di uva passa
• 1 o 2 mele tagliate a cubetti
• fichi secchi tagliati a cubetti o strisce
• un etto di semi di girasole
• 1 bicchiere di riso crudo
• 1 o 2 bustine di pinoli
• Una manciata di riso soffiato (per cani)

Preparazione:
Si mettono in una terrina tutti gli ingredienti con l’esclusione della margarina. Si mischia tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte si mette in una pentola la margarina e la si scalda a fuoco medio fino alla sua completa fusione. Si versa la margarina fusa sopra nella terrina sopra il miscuglio. Si mischia il tutto con un cucchiaione o con le mani sino ad ottenere un impasto il più possibile omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla (evitare di comprimerle troppo) che si mettono a raffreddare a parte.

Somministrazione
Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti perché appetitose anche per loro.
Possibilmente vanno messe su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi, ecc.
Non appena qualche Pettirosso o Cinciarella si accorgerà della leccornia non mancheranno le successive scorribande di Passeri, Storni e Merli. Nelle giornate invernali di neve o gelo se si fornisce questo od altri alimenti per uccelli riduce o elimina la mortalità dei piccoli passeriformi che nell’arco di un inverno raggiunge anche il 70% di una sola popolazione.


Specie che si nutrono di questo alimento (verifica fatta personalmente):
Merlo, Storno, Cinciallegra, Cinciarella, Cincia Mora, Pettirosso, Passero d’Italia, Passera mattugia, Fringuello, Verdone, Ballerina bianca, Tortora dal collare orientale, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Codirosso spazzacamino, Gazza, Ghiandaia.

Andrea Zanoni
Presidente LAC – Sez. Veneto






venerdì 2 gennaio 2009

a grande richiesta

C'è voluto molto tempo a sistemare queste foto, ma ne è valsa la pena.











































































dopo il racconto, la ricetta

Torta di Zia Maina

Ingredienti:
per la pasta frolla: 250 g di farina, 125 g di burro, 70 g di zucchero, 2 tuorli d'uovo (possibilmente di galline allevate a terra!), un pizzico di sale, 1/4 di dl di acqua, 1/2 limone non trattato.

Per la farcitura: 100 g di mandorle (pelate o no), 100 g di amaretti, 2 albumi, 200 g di marmellata di prugne.

Mescolare la farina con il sale, lo zucchero e la scorza grattuggiata del limone (io ne ho messo più di mezzo!); versarla sulla spianatoia in modo da formare una fontana e al centro mettere il burro ammorbidito a pezzetti, i tuorli d'uovo e l'acqua. Lavorare gli ingredienti per pochi minuti fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo, ma non ancora elastico.

Ok, fin qui la teoria: la pratica, come si può immaginare, è stata un po' più complicata.
Era la prima volta che impastavo qualcosa e la mia "spianatoia" è in realtà una specie di tovaglia di plastica, fabbricata da una famosa casa produttrice di contenitori ermetici, il che ha aggiunto difficoltà a quelle che già c'erano in partenza :-/
Ma non mi sono arresa: con le mani impiastricciate e non sapendo bene cosa ne sarebbe venuto fuori, ho continuato a raccogliere gli ingredienti dispettosi che cercavano di sfuggire dalle mie mani inesperte
e mentre farina, burro, uova e zucchero sembravano divertirsi un sacco, ecco che nasceva una pallotta appiccicosa e dolcissima, profumata di limone, una nuova creatura, sconosciuta e malferma come un cucciolo appena nato, ma con dentro di sè il destino di dare vita a qualcosa di speciale.
Completato l'impastamento, ho diligentemente riposto il cucciolo di torta nel frigo per mezz'ora, avvolgendolo con la pellicola trasparente come da istruzioni.
Nel frattempo - proprio come si legge nelle ricette "serie" :-D - ho montato a neve gli albumi e ho poi aggiunto le mandorle e gli amaretti precedentemente tritati.
Mi sono accorta che due albumi sono pochi, presumo che con tre
la farcitura sarebbe risultata più fluida oppure avrei potuto diluirla con un po' di latte (si accettano consigli :-D!).
Trascorsa la mezz'ora prevista, ho tirato fuori la pallotta dal frigo, l'ho stesa (sempre sulla tovaglia di cui parlavo sopra) con il mattarello e poi ho cercato di trasferirla nella teglia.
Un disastro!!! La sfoglia non voleva saperne di staccarsi dalla plastica, ma senza farmi prendere dal panico, ho cercato di separarla nel modo migliore e di farla cadere nella teglia senza troppi danni.
Con l'impasto avanzato ho ricavato dei "serpentini" con cui ho creato i bordi della base della torta. Poi, con l'ultimo pezzetto rimasto, ho creato il cuore al centro della torta: una specie di rito, con cui ho trasferito in quel cuore dolce e tenero le mie ferite e le mie lacrime amare, così che il calore del forno potesse curare le prime ed asciugare le seconde.

Poi ho spalmato la marmellata di prugne: e questo è stato facile :-)
Invece la farcitura s'era un po' indurita e la stesura non è risultata uniforme, per cui la torta ha quell'aspetto un po' "crepato" :-(
Completata l'opera ho messo tutto nel forno: la temperatura corretta sarebbe 180°C per 30 minuti: ma siccome ANCHE il forno non collabora e "ruba" qualche grado, ho messo a 200°C con la ventilazione accesa e ho atteso che passasse il tempo necessario, osservando impaziente attraverso il vetro l'evolversi della situazione.

A questo punto, mentre osservavo la cottura, m'è venuto in mente che non avevo imburrato la teglia (!), per cui ho sperato che la torta si sarebbe comunque staccata agevolmente una volta terminata la cottura. La cosiddetta "speranza della principiante" :-1
Trascorsi i trenta minuti, ho controllato che l'impasto fosse cotto infilando nel dolce uno stuzzicadenti: verificato che quest'ultimo ne usciva asciutto, ho estratto la torta e l'ho subito messa fuori a raffreddare, confidando che la bassa temperatura esterna (2°C alle 18.30) fosse utile a scongiurare l'attaccamento alla teglia.

Dopo 3/4 d'ora di raffreddamento ho ritirato la torta: sembrava a posto, ma ora veniva un'altra fase pericolosa: toglierla dalla teglia e trasferirla in un piatto.
Con il solo aiuto dell'istinto, ho staccato delicatamente la torta usando una paletta di plastica, poi, usando la tovaglia per impastare come coperchio, ho ribaltato la teglia: e la torta s'è staccata bene!
Poi ho messo un piatto sulla torta rovesciata e con un altro giro l'ho fatta tornare a faccia in su.
Il giorno dopo, la prova finale: assaggiarla.
Per fortuna, oltre che essere buona da cruda, lo è anche da cotta :-)
Si rompe un po', ma considerato che è una mia creatura, le "crepe" fanno parte del motivo per cui è stato tentato l'esperimento: quello di verificare che, anche da qualcosa di spezzato può rinascere qualcos altro di nuovo.
E, soprattutto, che è anche buono.

giovedì 1 gennaio 2009

un dolce apotropaico

Che io sia una allergica alle imposizioni si sa.
E quindi: alla faccia della tradizione, secondo la quale a Capodanno ci si dovrebbe liberare delle cose vecchie, ma anche perché non c'è ancora un cassonetto abbastanza grande per contenere tutto ciò di cui vorrei liberarmi, ispirandomi molto umilmente a chi, l'anno scorso, impastò un commovente "pane per il passaggio" in cui dolori del passato e speranze per il futuro potessero dar vita ad un dono nel presente, ho pensato di fare una torta.

Tenendo presente che non cucino quasi mai, che le mie nozioni di culinaria si limitano alle basi essenziali per non morire di fame e che ogni volta che mi azzardo a fare esperimenti ottengo spesso risultati a dir poco deludenti, quello che ho realizzato si potrebbe considerare QUASI un miracolo; se non fosse che non credo ai miracoli, tantomeno se si tratta di me.
(Gli unici "miracoli" in cui possa credere sono gli eventi straordinari cui mi permettono di assistere le mie amate gatte, come in queste foto,














dove è accaduto qualcosa che non speravo di raggiungere in soli tre mesi di convivenza felina. Ma si tratta di gatti, appunto: e, con loro, tutto è possibile :-)

Ma torniamo alla torta.
L'idea m'è nata come un fiore d'inverno tra tanti pensieri tristi ed amari, forse proprio per contrastare la tristezza e compensare, in qualche modo, la carenza di soddisfazioni con un po' di "zucchero" che potesse rendere la vita più sopportabile (ieri sera in tv davano "Mary Poppins": coincidenza? mah...)
Dato che la mia scarsa dimestichezza tra i fornelli, anche per quanto riguarda i dolci, deriva anche (o soprattutto?) dal fatto che mia madre, al massimo, preparava budini e torte con le "buste" oppure farciva strati di pan di spagna con improbabili creme fatte di nutella allungata con il latte, cercavo una buona ispirazione, tanto per non limitarmi a leggere qualche ricetta in rete o in un libro (cosa che poi ho fatto ;-P).
E allora pensavo alla mia nonna paterna, Rosetta, che aveva inventato una torta speciale, soprannominata "tórta di mëghi", cioè "torta dei medici", in quanto la regalava agli specialisti da cui si faceva visitare (cose d'altri tempi...); però ricordavo a stento la ricetta, se non da un punto di vista, anzi, di gusto, meramente nostalgico.
Che fare? Arrendersi ancor prima d'aver tentato?
Eh no! Lo dovevo a me stessa, una specie di esercizio d'autostima (e sennò dalla psicoterapeuta cosa ci vado a fare?).
Per non sbagliare le dosi, ho consultato sia internet, sia un utilissimo libro a prova di principianti, "Scuola di Cucina - tecniche e ricette di base" (ed.Giunti Demetra); trovata la ricetta base per la pasta frolla, ho poi aggiunto gli altri ingredienti con l'aiuto dei ricordi.
E il risultato è stato questo.














E la ricetta? Un po' di pazienza, nel prossimo post... :-)

sabato 20 dicembre 2008

ed un altro, non meno importante del precedente













Riporto e sottoscrivo in pieno l'appello di Franci; sarà che certe cose, a quanto pare, non si ripetono mai abbastanza >:-/

E sempre in tema di regali, quest'anno i miei sono dare un aiuto qui, qui e qui.
E continueranno anche dopo le "feste", perchè dare un aiuto non è questione di calendario, ma di CUORE.

un suggerimento

Per un regalo consapevole e non solo perchè è natale.
Perchè un libro è un fedele compagno, un segno di stima per chi lo riceve ed un gesto intimo e personale per chi lo regala.
E, per quanto mi riguarda, perchè, come diceva mio nonno "i soldi spesi in libri non sono mai buttati via".

Tutto qui.

sabato 1 novembre 2008

ci sono...

Si, ci sono.
Raggomitolata in un angolo buio, con l'anima nera come la terra fredda che sembra morta e si prepara all'inverno.

Priscilla sta bene, ormai ha ripreso forma (anche troppa, insinua qualcuno) ed ha un pelo bellissimo. La notte dorme con me e mi si accoccola accanto, come l'avesse sempre fatto.

La convivenza felina procede molto lentamente anche per il fatto che Emily, la mia piccolina adorata, sopporta l'ennesima cura per le sue povere orecchie: otite da staffilococcus aureus e lieviti, quindi Baytril la mattina, con conseguenti ferite di guerra sulle mie mani per somministrarle la mezza pastiglietta che, altrimenti, mescolata al cibo, rimane nella ciotola fino a sera :-( e tre gocce di Otopet per ciascun orecchio due volte al giorno, somministrate con molta fatica e con il risultato d'avere una gatta molto indispettita e con le orecchie color zucca, che fa molto Halloween, oltre a macchiare d'arancio tutti i posti che lei frequenta.

Halloween che quest'anno ho "celebrato" nel suo vero significato.

Giovedì 30 primo colloquio con la psicoterapeuta; prossimo appuntamento il 13 novembre.
Magari per allora sarò riuscita a scrivere un altro post, possibilmente meno freddo di questo.
Magari...