Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

venerdì 26 febbraio 2010

diamo i numeri


– Siamo coloro che udranno la risposta alla grande domanda sulla Vita…! – disse Phouchg.
– E sull'Universo…! – disse Loonquawl.
– E su Tutto…!
– Shh! – disse Loonquawl. – Credo che Pensiero Profondo si prepari a parlare!
Ci furono alcuni attimi di ansiosa attesa, mentre i pannelli sul davanti della consolle si animavano a poco a poco. Le spie luminose si accesero e spensero, per poi stabilizzarsi. Dal canale di comunicazione provenne un basso e sommesso ronzio.
– Buongiorno – disse finalmente Pensiero Profondo.
– Ehm… Buongiorno, o Pensiero Profondo – disse nervoso Loonquawl. – Hai… ehm, cioè…
– Una risposta per voi? – disse solenne Pensiero Profondo. – Sì. Ce l'ho.
I due uomini rabbrividirono. La lunghissima attesa non era dunque stata vana.
– C'è davvero una risposta? – sussurrò Phouchg.
– C'è davvero una risposta – confermò Pensiero Profondo.
– A Tutto? Alla grande Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto?
– Sì.
Sia Loonquawl sia Phouchg si erano preparati per tutta la vita a quel momento, erano stati selezionati fin dalla nascita come persone più adatte ad assistere a quel memorabile avvenimento, e tuttavia si ritrovarono a boccheggiare e a stare sulle spine come bambini eccitati.
– E sei pronto a darci la Risposta? – disse ansioso Loonquawl.
– Sì.
– Adesso?
– Adesso – disse Pensiero Profondo.
I due s'umettarono le labbra.
– Anche se penso che non vi piacerà – disse Pensiero Profondo.
– Non importa! – disse Phouchg. – Dobbiamo saperla! Adesso!
– Adesso? – chiese Pensiero Profondo.
– Sì! Adesso…
– Va bene – disse il computer, e tacque. I due uomini si misero a giocherellare con le dita. La tensione era insopportabile.
– Non vi piacerà davvero – disse dopo un attimo Pensiero Profondo.
– Diccela!
– D'accordo – disse Pensiero Profondo. – La Risposta alla Grande
Domanda…
– Su..?
– Sulla Vita, l'Universo e Tutto… – disse Pensiero Profondo.
– Sì…?
– È… – disse Pensiero Profondo, e fece una pausa.
– Sì…?
– È…
– Sì…???
– Quarantadue – disse Pensiero Profondo, con infinita calma e solennità.
(Douglas Adams, "Guida galattica per gli autostoppisti")

martedì 2 giugno 2009

perplessità





"Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde."






(La vita non mi risponde più da parecchio tempo: vuoi vedere che le ho fatto le domande sbagliate?
)

lunedì 4 settembre 2006

(extra)terrestri del nuovo millennio


Si fa un sacco di fatica a capire la propria zolla di terra, non resta molto per capire il resto del campo.
Ma forse in ogni zolla, a saperla leggere, c'è il campo intero.
(A.Baricco "I barbari")

domenica 20 agosto 2006

arrivare alla fine



















"I periodi e le stagioni finiscono, le cose cambiano indipendentemente dalla nostra volontà ed entriamo in una voragine che ci pare senza uscita.
Il dramma è che, spesso, ci entriamo prima che le cose siano realmente finite e contribuiamo alla loro morte"

"Tutti di solito sono convinti che le persone si separano perchè una si è stancata dell'altra, per propria volontà o per volontà dell'altra persona.Ma non è così. I periodi finiscono, come finiscono le stagioni.
Semplicemente.
E' una cosa su cui la volontà individuale non ha alcun potere.
Viceversa, si ha la possibilità, fino a quando verrà quel giorno, di godere ogni momento."

("H.H. " - B.Yoshimoto)

domenica 16 luglio 2006

luce e acqua















"Al mattino la superficie del fiume splende come se migliaia e migliaia di fogli d'oro stropicciati scorressero sull'acqua.
La luce che scintillava dentro di me era altrettanto radiosa.
E per un momento pensai che forse era quella che gli antichi chiamavano speranza."

("Lucertola", B.Yoshimoto)

lunedì 10 luglio 2006

a proposito di calcio

"Fedele al dettato leopardiano, la domenica sera, nelle nostre case di bambini torinesi/cattolici/borghesi, era un momento di composta tragedia. La vestizione del pigiama, anticipata alle ore del crepuscolo come a voler tagliare di netto qualsiasi discussione sul possibile prolungamento del giorno di festa, immetteva in una specie di liturgia della mestizia nella quale ci si mondava dagli eventuali divertimenti domenicali, ritrovando quella disperazione di fondo senza la quale, era convinzione sabauda, nessuna reale etica del lavoro poteva fiorire, e dunque nessun lunedì mattina era affrontabile. In questa lieta cornice, molti di noi, alle sette di sera, accendevano il televisore, perché c'era la partita. Si noti il singolare. Era effettivamente una partita sola, anzi mezza: ne trasmettevano un tempo, in registrata, prima del telegiornale. Nessuno mai era riuscito a capire con che criterio la scegliessero. Circolava però la voce che la Juve avesse un trattamento di favore. E il Toro, per dire, non c'era quasi mai. Alle volte sceglievano partite finite 0 a 0, e questo ci suggeriva l'idea di un Potere dalle logiche imperscrutabili, e dalla sapienza fuori dalla nostra portata.
Naturalmente la partita era in bianco e nero (alcuni, in un commovente balzo in avanti tecnologico, avevano uno schermo che in basso era verde e in alto, non mi è chiaro perché, viola). Le riprese erano notarili, documentaristiche, sovietiche. Il commento era impersonale e di tipo medico: ma non gli era esente un tratto di follìa che ci avrebbe segnato per sempre. Dato che la partita non era in diretta, il commentatore sapeva benissimo cosa stava succedendo, ma faceva finta di non saperlo. Forse storditi dal crescente odore di minestrina che veniva dalla cucina, noi lo lasciavamo fare, a poco a poco rimuovendo l'assurdità umiliante della situazione. Succedeva allora che d'improvviso, senza nessun avvertimento, arrivato alla fine del tempo e pressato dal telegiornale incombente, il commentatore, senza nemmeno cambiare tono di voce, mandasse in pezzi l'intero nostro sistema mentale, facendo scivolare frasi del tipo: "La partita si è poi conclusa sul 2 a 1, grazie a un goal di Anastasi marcato al 23esimo del secondo tempo". D'improvviso sapeva tutto! E usava il tempo passato per dire il futuro! Era assurdo, e mortificante: ma noi, ogni domenica, tornavamo lì davanti, a farci violentare.
Perché eravamo cervelli semplici. E quello era tutto il calcio che vedevamo in una settimana. Alle volte, alcuni fortunati beccavano qualche partita sulla televisione svizzera. Si favoleggiava di Capodistria, ma non c'era niente di sicuro. E allo stadio si andava, certo, ma quante volte? Era un mondo frugale, quanto a emozioni ed esperienze. L'animale calcio ci sembrava splendido, e forse lo era davvero. Certo però che lo si vedeva poco: e quasi sempre fermo, lontano, su una collina, bello di una bellezza quasi sacerdotale. Era il calcio con cui siamo cresciuti. Crescevamo lenti, allora."

(A.Baricco "I nuovi barbari")

Ho voluto trascrivere queste parole proprio all'indomani della vittoria italiana - di cui non m'importa granchè in quanto non seguo il calcio, neanche quando si tratta di mondiali - perchè, mentre le leggevo, sono tornata indietro nel tempo, a dispetto del fatto che tra me e l'Autore ci siano dieci anni di differenza.

Sensazione mista di malinconia e stanchezza, compagne inseparabili nelle mie domeniche da bambina.
E nella luce del giorno morente, il riflesso un po' bluastro della televisione in bianco e nero, accesa in cucina, perchè allora c'era un solo televisore in famiglia.
Un nastro odoroso di brodo e pastina si srotolava per tutta la casa, mentre mia madre - sempre
lei - strigliava me e mio fratello nel bagno, dal quale non smetteva di impartire disposizioni ad alta voce - in effetti, urlava - a mio padre, intento a preparare la cena e a seguire, per quanto possibile, la partita in televisione.
Poi, esausti e affamati, siedevamo a tavola, le guance rosse per la reazione all'acqua calda e al piacevole vapore saporito che saliva dai piatti.
Momenti consueti e irripetibili al tempo stesso, dove la fine era, in realtà, l'inizio.
Il calore del cibo e dei morbidi pigiami ci guidavano, nell'abbraccio rassicurante e profumato delle lenzuola pulite e fresche, verso i nostri sogni di bambini di un tempo che fu.

lunedì 3 luglio 2006

alla ricerca della felicità ... perduta?


"La felicità? Arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e le circostanze del momento, tanto da sembrare spietata. In qualsiasi condizione, e con chiunque ti trovi. Non puoi prevederla in alcun modo. È impossibile crearsi la felicità da soli, secondo i propri desideri. Può arrivare un attimo dopo, oppure non arrivare, per quanto uno possa aspettare. È imprevedibile come lo sono le onde e il tempo."

lunedì 16 gennaio 2006

collera celeste
















A proposito di "furia stellare", in questi giorni mi è tornato in mente questo brano, tratto da "Tsugumi" di Banana Yoshimoto.

Collera
Quando si arrabbiava sul serio, Tsugumi si faceva di ghiaccio.
Le succedeva solo nei momenti in cui andava davvero su tutte le furie. Non nei quotidiani attacchi d'ira, quelli in cui andava in giro sbraitando a destra e a sinistra, ma quando fissava qualcosa dal profondo del cuore con lo sguardo pieno d'odio, tanto da trasformarsi in un'altra persona. Ogni volta che vedevo il suo corpo interamente colorato dai pallidi raggi della collera, dimenticavo tutto il resto e ricordavo questa frase: "Le stelle ad alta temperatura emettono raggi azzurrognoli, non rossi".
Prima di quel giorno, nemmeno io, che le vivevo assieme, l'avevo mai vista così arrabbiata.