sabato 7 febbraio 2009

5 mesi in nero e bianco

Sarà che dopo aver pubblicato tante storie drammatiche di là ho voglia di pensare a qualcosa di bello, visto che i pensieri tristi, brutti, rabbiosi ed opprimenti resistono stabilmente accampati nella mia testa ormai da qualche mese :-\
Sarà che cinque mesi, quando si tratta di gatti, sono sempre una ricorrenza importante per me.
Insomma...
Ieri, 6 febbraio, erano passati cinque mesi da quando Priscilla è arrivata in casa mia.
E allora colgo l'occasione per raccontare un po' di lei, visto che finora le ho dedicato solo post fotografici.

Correva (ma dove andasse, non si sa...) l'anno 2006: novembre, se non ricordo male.
All'epoca Tommy (sigh...) era ancora vivo ed Emily s'era insediata in casa da poco più di un anno.
La convivenza felina tra i due era più o meno tranquilla ed io non pensavo affatto, nè potevo immaginare, che nove mesi dopo il mio Tommy adorato se ne sarebbe andato sul Ponte, lasciandomi nello sconforto più profondo, ben peggiore di quanto potessi mai immaginare.

In quel periodo, quindi, quando vidi Priscilla per la prima volta, doveva avere non più di cinque-sei mesi, era già una gattina adulta e girovagava nei pressi del condominio in cui risiedono tutt'ora i due gestori dell'edicola del quartiere, i quali mi avevano interpellata per sapere come sistemare la micia che, già all'epoca, si dimostrava ben disposta verso gli esseri umani, pur di avere cibo e riparo, cercandole una casa e possibilmente qualcuno che se ne prendesse cura come si deve, provvedendo a vaccinarla, sterilizzarla e tutto il resto.
Purtroppo i suddetti ragazzi non avrebbero mai potuto prendersene cura, sia perchè avevano (ed hanno tuttora) una cagnolina in casa (Asia), sia e soprattutto perchè lei (l'umana) è irrimediabilmente allergica ai gatti.
Per cui, nonostante riuscissero a nutrire Priscilla abbastanza regolarmente, i due non avrebbero potuto prendersi cura di lei in maniera definitiva.
Andai quindi a trovarli, vidi Priscilla e l'unica cosa che riuscii a fare fu portar loro qualche scatoletta, augurandomi che, nel frattempo, qualcun altro del condominio la adottasse e le donasse amore, cibo ed una casa in cui stare al caldo.

Poi il tempo è passato e sono successe tante cose, alcune molto brutte.

E' passata la scorsa estate, segnata dal primo, triste anniversario della scomparsa di Tommy, ma anche dalla lacerante, anche se molto significativa, esperienza come volontaria attivista LAV.
Dico 'lacerante' perchè il mio carattere (cuore? anima?) non è abbastanza 'forte' da sopportare l'esito negativo e drammatico che certe situazioni sembrano destinate a prendere (e non solo quando si tratta di animali...).

Nel caso della LAV, il problema troppo grande da gestire erano le condizioni precarie di molti cuccioli, cui mi ero inevitabilmente affezionata, cercando di compensare, tra le altre cose, il vuoto lasciato da Tommy; cuccioli che fecero quasi tutti una pessima fine, complice l'estate schifosa e portatrice, più che mai, di malattie fatali per le povere creature, la cui salute era già resa molto debole dalle condizioni in cui erano stati trovati.

Due di loro, invece, presi per tempo, si salvarono: Tigro e Tigra.
Ma quando, dopo un mese di convivenza, trovai loro una casa (dove, da allora, non sono più tornata), lo sconforto riprese a farsi sentire ancor più forte di prima.

Nel frattempo Priscilla era sopravvissuta ad un inverno, una primavera con gravidanza e ad un'estate che sembrava promettere bene, per lei e per i suoi cuccioli.
Non li ho mai visti, ma la ragazza dell'edicola mi assicurò che tutti avevano trovato casa.
E siccome, a fine agosto, dopo la turbolenta (e molto sofferta) decisione di 'abbandonare il campo' da volontaria, venni a sapere che anche Priscilla aveva trovato casa, ero almeno soddisfatta d'una buona notizia in mezzo a tante che, per me, non erano affatto positive.

Pochi giorni dopo, però, la triste scoperta: Priscilla non aveva trovato casa e chi diceva di volerla prendere con sè, ci aveva ripensato. Tipico, no? :-(
Così, grazie all'aiuto di mia madre (che già s'era presa cura dei due 'Tigri') e al mio desiderio di ritornare ad avere due gatti per casa, Priscilla abbandonò definitivamente la strada il 3 settembre 2008.
Il giorno dopo venne debitamente visitata, vaccinata e sterilizzata, riscontrando che era fortunatamente sana, negativa sia alla Fiv, sia alla Felv e libera da qualsiasi parassita interno.
Decisamente in ottime condizioni di salute, considerato che aveva sempre vissuto per strada.
Un ottimo segno, dopo aver dovuto sopportare la scomparsa di tanti poveri cuccioli.

Mia madre si occupò della sua convalescenza post-operatoria, testando se fosse possibile tenerla a casa sua, considerata la presenza di Lory.
Ma dopo due giorni, il 6 settembre, appunto, andai a prendere Priscilla e la portai a casa mia.

Da allora sono passati cinque mesi, non sempre facili, soprattutto i primi: abituarla a stare in casa ha richiesto molta pazienza e qualche bizzarro accorgimento che solo le gattare più convinte possono capire.
Questo, per esempio, è sistema di pannelli inventato per sopperire alla mancanza della porta che separi, quando in casa non ci sono bipedi, la zona notte (di Priscilla) da quella giorno (di Emily).


















(la foto è un po' storta: me ne sono accorta dopo...)

La convivenza non è ancora del tutto tranquilla, soprattutto per Emily che ha preso più d'una graffiata (l'ultima e più impressionante, vicino all'occhio destro, ma senza gravi conseguenze, mentre ero a casa con l'influenza); il veterinario mi ha consigliato di tagliare le unghie a Priscilla e per fortuna la cosa si è rivelata molto più semplice del previsto (quella gatta è un amore!).

Priscilla dimostra ogni giorno di più d'essere non solo una gattina meravigliosa, cosa che ancora mi fa chiedere come possa non aver trovato casa (domanda retorica...), ma di essere stata certamente inviata da Tommy, il quale, invisibilmente, sembra guidarla in ogni suo passo, in ogni gesto ed abitudine che va prendendo nel tempo.












E quando la vedo dormire beata, quando il suo sguardo dice più di tante parole, quando le sue dolci fusa mi danno la forza d'uscire dal letto in questo periodo buio e pesante, benedico ogni giorno trascorso con lei e mi sento fiera d'averla salvata dalla strada.

















Soprattutto perchè lei, come tutti gli altri 'miei' gatti, ha salvato me.

lunedì 2 febbraio 2009

perdute 'muse' d'un tempo che fu

Stanotte ripensavo a quando, tempo fa, scrivevo con una certa regolarità i miei pensieri sul mondo; chi li leggeva diceva che avevo l'ironia della Littizzetto e la 'forza' della Fallaci.

Ma Oriana ha lasciato questo mondo ormai da un po'.
E Luciana... Luciana ormai dice sempre le stesse stupidaggini :-7

Forse è ora di cambiare 'role models'...

Imbolc, Candelora e Festa della Marmotta

Ogni anno mi ripropongo di scrivere un post come da titolo.
Ma anche quest'anno NON ci sono riuscita :-(
Però l'ha fatto lui: magari per il 2010 ci riuscirò anch'io.
Magari... :-\

giovedì 29 gennaio 2009

parafrasi sarcastica

La brutta notizia è che il principe azzurro NON esiste.

Quella buona è che non ne hai bisogno.

lunedì 19 gennaio 2009

amare un animale E' come amare un figlio

Riconoscendo a Mamit&Pupina il merito di aver posto l'attenzione su questo articolo, aderisco entusiasta alla pubblicazione di quanto segue, apparso su La Zampa dello scorso 16 gennaio. Buona lettura :-)

"E' stato rilevato un aumento della ossitocina, l'«ormone delle coccole», in chi gioca con i quattrozampe

Chi ha bisogno di un figlio, se si ha un animale domestico? Un’affermazione di cui sono convinti tutti i più appassionati cinofili e gattofili, e che sembra trovare ora una conferma scientifica grazie agli studi di un team di biologi giapponesi: pare che dopo aver accarezzato e coccolato il proprio cane o gatto, e soprattutto aver stabilito un contatto anche visivo con lui, nei padroni aumentino i livelli di un ormone chiamato ossitocina, collegato anche alle emozioni dell’amicizia, dell’amore romantico e, cosa ancora più rilevante, di quello genitoriale. Come dire che i ’pet’ stimolano le stesse sensazioni positive di un pargolo in culla.

Soprannominato "ormone delle coccole" o "farmaco dell’amore" - riportano gli studiosi sulla rivista ’Hormones and Behavior’ - l’ossitocina, come confermano varie ricerche, è in grado di combattere lo stress e la depressione e di stimolare l’autostima negli umani. Per questa ragione Miho Nagasawa e Takefumi Kikusui, esperti della Azuba University, hanno voluto verificare se anche il contatto sociale fra specie differenti potesse amplificare la produzione di questo ormone.

«Miho ed io - sottolinea Kikusui - siamo grandi amanti dei cani e abbiamo notato che qualcosa cambia nel nostro corpo quando giochiamo a palla con loro e li abbracciamo. Perciò abbiamo reclutato 55 padroni di quattrozampe e i loro fedeli amici per una sessione di analisi in laboratorio». Gli arruolati del primo gruppo hanno fornito un campione di urina prima e dopo aver giocato con i loro cani per circa un’ora e mezza, mentre a un secondo gruppo è stato chiesto di non interagire con i loro quadrupedi.

Esaminando il liquido biologico, i ricercatori hanno rilevato un aumento del 20% della produzione di ossitocina nei padroni che avevano giocato con i loro animali stabilendo un contatto visivo di circa due minuti e mezzo in media, contro i 45 secondi dell’altro campione, in cui non si sono notati ’boom’ significativi di questo ormone. I biologi nipponici sono convinti che sia proprio per questo che la pet-therapy, ormai impiegata per curare un gran numero di malattie, è così efficace. E credono anche che l’uomo abbia addomesticato gli animali proprio per questa ragione: nell’antichità, dagli animali ricevevano non solo un aiuto nel lavoro, ma anche sensazioni positive e rilassanti."

Ai prossimi ottusi che si permetteranno di dirmi "ami gli animali solo perché non hai figli" sbatterò orgogliosamente in faccia quest'illuminante articolo :-D

mercoledì 14 gennaio 2009

nuovo blog, problemi vecchi

Ho aperto un nuovo blog: per ora è vuoto, ma si riempirà presto.
Grazie per l'attenzione.

sabato 10 gennaio 2009

martedì 6 gennaio 2009

sempre di animali si tratta

Anche se questo è virtuale, creato con plastilina ed altri materiali.
Guardando le sue avventure ho riso davvero di gusto.

E, come si sa, ridere fa bene, soprattutto in certi momenti bui.











Grande Shaun the Sheep!


Buone risate a tutti, baaaaa :-)

queste le ho fatte io!









































ma sono per loro...
















(foto gentilmente presa in prestito da questo blog molto carino)

almeno fintanto che questa sarà la situazione climatica :-(

lunedì 5 gennaio 2009

un'altra ricetta, ma per loro

Ricevo e riporto importante comunicato della LAC, Lega per l'Abolizione della Caccia - sezione Veneto (ma è valido per tutta l'Italia!).
Grazie per l'attenzione.

Comunicato del 3 gennaio 2009
COMUNICATO: i cacciatori con la neve devono restare a casa! Bisogna invece aiutare gli animali fornendo loro del cibo.

NONOSTANTE LA NEVE ALCUNI CACCIATORI CONTINUANO A SPARARE: LA LAC INVITA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO E GLI ADDETTI ALLA VIGILANZA VENATORIA AD INTENSIFICARE I CONTROLLI DATO CHE NEI TERRENI COPERTI DALLA NEVE L’ESERCIZIO VENATORIO E’ VIETATO PER LEGGE.
CACCIARE GLI ANIMALI STREMATI PER LA FAME E PER IL GELO SIGNIFICA COMPIERE UN ATTO DOPPIAMENTE BARBARO.
PER AIUTARE GLI UCCELLI SELVATICI A SUPERARE QUESTO PERIODO DI GELO SI POSSONO SOMMINISTRARE DEGLI ALIMENTI NATURALI QUALI SEMI, MELE O APPOSITI PREPARATI.

Nonostante l’abbondante nevicata di inizio anno che ha coperto le campagne con uno spesso strato di neve, trasformato poi in una lastra di ghiaccio a causa delle temperature sotto lo zero, ci sono ancora dei cacciatori che sparano agli animali come confermano alcune segnalazioni giunte alla sezione veneta della LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia.
La legge sulla caccia, la n.157/92, prevede all’articolo 21 (lettera m): “è vietato a chiunque cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve, salvo che nella zona faunistica delle Alpi, secondo le disposizioni emanante dalle regioni interessate”.
Considerata questa disposizione di legge la LAC ha rivolto un appello al Corpo Forestale dello Stato ed a tutti gli addetti alla vigilanza venatoria affinché intensifichino i controlli per sanzionare tutti i trasgressori.
Le Guardie Volontarie Venatorie della LAC si sono già attivate per effettuare dei puntuali controlli sul territorio per individuare e sanzionare i possibili trasgressori che rischiano una sanzione amministrativa pari a 200 euro.
La LAC invita le persone che hanno a cuore la sorte degli animali selvatici ed in particolare degli uccelli, stremati dal freddo e dall’impossibilità di reperire cibo in natura, a fornire loro degli alimenti, possibilmente naturali, come semi di girasole, semi vari come quelli messi in vendita per i canarini, riso, riso soffiato, uvetta passa, arachidi non cotti da appendere a dei rami, mele ed in mancanza di altro pare sbriciolato.
Si possono inoltre fornire delle tortine per uccelli reperibili in negozi specializzati o facilmente realizzabili con appositi ingredienti naturali (Vedi ricetta allegata al presente comunicato).
“Con i terreni coperti dalla neve e da uno strato di ghiaccio sia gli uccelli che i mammiferi faticano moltissimo a recuperare quel cibo che di norma trovano a terra – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto – le temperature rigide sommate alla penuria di cibo risultano spesso fatali causando la morte di molti di questi animali. Se a questa situazione terribile si aggiungano anche i cacciatori si crea una situazione veramente disastrosa oltre che vergognosa e doppiamente barbara. Proprio per questo invitiamo gli addetti alla vigilanza ad intensificare i controlli ed invitiamo i cittadini ad aiutare gli animali selvatici fornendo a terra, su aree pulite dalla neve,del cibo come arachidi; semi vari, semi di girasole, mele e apposite tortine per uccelli”.
Lega per l’Abolizione della Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore 15/C int. 1 - 31100 Treviso
Tel. 347/9385856 e-mail: lacveneto@ecorete.it web: www.lacveneto.it

***********
COME PREPARARE LE TORTINE PER UCCELLI
Ingredienti:
• 0,5 kg circa di farina di frumento per dolci
• 1 kg circa di farina per polenta di mais giallo
• 0,5 kg circa di zucchero (possibilmente grezzo)
• Almeno 4 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi
(N.d.Z.M.: per queste dosi bastano due panetti di margarina, in totale 500 grammi, sono più che sufficienti per realizzare le "polpettine")

Ingredienti facoltativi:
• una bustina di uva passa
• 1 o 2 mele tagliate a cubetti
• fichi secchi tagliati a cubetti o strisce
• un etto di semi di girasole
• 1 bicchiere di riso crudo
• 1 o 2 bustine di pinoli
• Una manciata di riso soffiato (per cani)

Preparazione:
Si mettono in una terrina tutti gli ingredienti con l’esclusione della margarina. Si mischia tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte si mette in una pentola la margarina e la si scalda a fuoco medio fino alla sua completa fusione. Si versa la margarina fusa sopra nella terrina sopra il miscuglio. Si mischia il tutto con un cucchiaione o con le mani sino ad ottenere un impasto il più possibile omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla (evitare di comprimerle troppo) che si mettono a raffreddare a parte.

Somministrazione
Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti perché appetitose anche per loro.
Possibilmente vanno messe su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi, ecc.
Non appena qualche Pettirosso o Cinciarella si accorgerà della leccornia non mancheranno le successive scorribande di Passeri, Storni e Merli. Nelle giornate invernali di neve o gelo se si fornisce questo od altri alimenti per uccelli riduce o elimina la mortalità dei piccoli passeriformi che nell’arco di un inverno raggiunge anche il 70% di una sola popolazione.


Specie che si nutrono di questo alimento (verifica fatta personalmente):
Merlo, Storno, Cinciallegra, Cinciarella, Cincia Mora, Pettirosso, Passero d’Italia, Passera mattugia, Fringuello, Verdone, Ballerina bianca, Tortora dal collare orientale, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Codirosso spazzacamino, Gazza, Ghiandaia.

Andrea Zanoni
Presidente LAC – Sez. Veneto






venerdì 2 gennaio 2009

a grande richiesta

C'è voluto molto tempo a sistemare queste foto, ma ne è valsa la pena.











































































dopo il racconto, la ricetta

Torta di Zia Maina

Ingredienti:
per la pasta frolla: 250 g di farina, 125 g di burro, 70 g di zucchero, 2 tuorli d'uovo (possibilmente di galline allevate a terra!), un pizzico di sale, 1/4 di dl di acqua, 1/2 limone non trattato.

Per la farcitura: 100 g di mandorle (pelate o no), 100 g di amaretti, 2 albumi, 200 g di marmellata di prugne.

Mescolare la farina con il sale, lo zucchero e la scorza grattuggiata del limone (io ne ho messo più di mezzo!); versarla sulla spianatoia in modo da formare una fontana e al centro mettere il burro ammorbidito a pezzetti, i tuorli d'uovo e l'acqua. Lavorare gli ingredienti per pochi minuti fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo, ma non ancora elastico.

Ok, fin qui la teoria: la pratica, come si può immaginare, è stata un po' più complicata.
Era la prima volta che impastavo qualcosa e la mia "spianatoia" è in realtà una specie di tovaglia di plastica, fabbricata da una famosa casa produttrice di contenitori ermetici, il che ha aggiunto difficoltà a quelle che già c'erano in partenza :-/
Ma non mi sono arresa: con le mani impiastricciate e non sapendo bene cosa ne sarebbe venuto fuori, ho continuato a raccogliere gli ingredienti dispettosi che cercavano di sfuggire dalle mie mani inesperte
e mentre farina, burro, uova e zucchero sembravano divertirsi un sacco, ecco che nasceva una pallotta appiccicosa e dolcissima, profumata di limone, una nuova creatura, sconosciuta e malferma come un cucciolo appena nato, ma con dentro di sè il destino di dare vita a qualcosa di speciale.
Completato l'impastamento, ho diligentemente riposto il cucciolo di torta nel frigo per mezz'ora, avvolgendolo con la pellicola trasparente come da istruzioni.
Nel frattempo - proprio come si legge nelle ricette "serie" :-D - ho montato a neve gli albumi e ho poi aggiunto le mandorle e gli amaretti precedentemente tritati.
Mi sono accorta che due albumi sono pochi, presumo che con tre
la farcitura sarebbe risultata più fluida oppure avrei potuto diluirla con un po' di latte (si accettano consigli :-D!).
Trascorsa la mezz'ora prevista, ho tirato fuori la pallotta dal frigo, l'ho stesa (sempre sulla tovaglia di cui parlavo sopra) con il mattarello e poi ho cercato di trasferirla nella teglia.
Un disastro!!! La sfoglia non voleva saperne di staccarsi dalla plastica, ma senza farmi prendere dal panico, ho cercato di separarla nel modo migliore e di farla cadere nella teglia senza troppi danni.
Con l'impasto avanzato ho ricavato dei "serpentini" con cui ho creato i bordi della base della torta. Poi, con l'ultimo pezzetto rimasto, ho creato il cuore al centro della torta: una specie di rito, con cui ho trasferito in quel cuore dolce e tenero le mie ferite e le mie lacrime amare, così che il calore del forno potesse curare le prime ed asciugare le seconde.

Poi ho spalmato la marmellata di prugne: e questo è stato facile :-)
Invece la farcitura s'era un po' indurita e la stesura non è risultata uniforme, per cui la torta ha quell'aspetto un po' "crepato" :-(
Completata l'opera ho messo tutto nel forno: la temperatura corretta sarebbe 180°C per 30 minuti: ma siccome ANCHE il forno non collabora e "ruba" qualche grado, ho messo a 200°C con la ventilazione accesa e ho atteso che passasse il tempo necessario, osservando impaziente attraverso il vetro l'evolversi della situazione.

A questo punto, mentre osservavo la cottura, m'è venuto in mente che non avevo imburrato la teglia (!), per cui ho sperato che la torta si sarebbe comunque staccata agevolmente una volta terminata la cottura. La cosiddetta "speranza della principiante" :-1
Trascorsi i trenta minuti, ho controllato che l'impasto fosse cotto infilando nel dolce uno stuzzicadenti: verificato che quest'ultimo ne usciva asciutto, ho estratto la torta e l'ho subito messa fuori a raffreddare, confidando che la bassa temperatura esterna (2°C alle 18.30) fosse utile a scongiurare l'attaccamento alla teglia.

Dopo 3/4 d'ora di raffreddamento ho ritirato la torta: sembrava a posto, ma ora veniva un'altra fase pericolosa: toglierla dalla teglia e trasferirla in un piatto.
Con il solo aiuto dell'istinto, ho staccato delicatamente la torta usando una paletta di plastica, poi, usando la tovaglia per impastare come coperchio, ho ribaltato la teglia: e la torta s'è staccata bene!
Poi ho messo un piatto sulla torta rovesciata e con un altro giro l'ho fatta tornare a faccia in su.
Il giorno dopo, la prova finale: assaggiarla.
Per fortuna, oltre che essere buona da cruda, lo è anche da cotta :-)
Si rompe un po', ma considerato che è una mia creatura, le "crepe" fanno parte del motivo per cui è stato tentato l'esperimento: quello di verificare che, anche da qualcosa di spezzato può rinascere qualcos altro di nuovo.
E, soprattutto, che è anche buono.

giovedì 1 gennaio 2009

un dolce apotropaico

Che io sia una allergica alle imposizioni si sa.
E quindi: alla faccia della tradizione, secondo la quale a Capodanno ci si dovrebbe liberare delle cose vecchie, ma anche perché non c'è ancora un cassonetto abbastanza grande per contenere tutto ciò di cui vorrei liberarmi, ispirandomi molto umilmente a chi, l'anno scorso, impastò un commovente "pane per il passaggio" in cui dolori del passato e speranze per il futuro potessero dar vita ad un dono nel presente, ho pensato di fare una torta.

Tenendo presente che non cucino quasi mai, che le mie nozioni di culinaria si limitano alle basi essenziali per non morire di fame e che ogni volta che mi azzardo a fare esperimenti ottengo spesso risultati a dir poco deludenti, quello che ho realizzato si potrebbe considerare QUASI un miracolo; se non fosse che non credo ai miracoli, tantomeno se si tratta di me.
(Gli unici "miracoli" in cui possa credere sono gli eventi straordinari cui mi permettono di assistere le mie amate gatte, come in queste foto,














dove è accaduto qualcosa che non speravo di raggiungere in soli tre mesi di convivenza felina. Ma si tratta di gatti, appunto: e, con loro, tutto è possibile :-)

Ma torniamo alla torta.
L'idea m'è nata come un fiore d'inverno tra tanti pensieri tristi ed amari, forse proprio per contrastare la tristezza e compensare, in qualche modo, la carenza di soddisfazioni con un po' di "zucchero" che potesse rendere la vita più sopportabile (ieri sera in tv davano "Mary Poppins": coincidenza? mah...)
Dato che la mia scarsa dimestichezza tra i fornelli, anche per quanto riguarda i dolci, deriva anche (o soprattutto?) dal fatto che mia madre, al massimo, preparava budini e torte con le "buste" oppure farciva strati di pan di spagna con improbabili creme fatte di nutella allungata con il latte, cercavo una buona ispirazione, tanto per non limitarmi a leggere qualche ricetta in rete o in un libro (cosa che poi ho fatto ;-P).
E allora pensavo alla mia nonna paterna, Rosetta, che aveva inventato una torta speciale, soprannominata "tórta di mëghi", cioè "torta dei medici", in quanto la regalava agli specialisti da cui si faceva visitare (cose d'altri tempi...); però ricordavo a stento la ricetta, se non da un punto di vista, anzi, di gusto, meramente nostalgico.
Che fare? Arrendersi ancor prima d'aver tentato?
Eh no! Lo dovevo a me stessa, una specie di esercizio d'autostima (e sennò dalla psicoterapeuta cosa ci vado a fare?).
Per non sbagliare le dosi, ho consultato sia internet, sia un utilissimo libro a prova di principianti, "Scuola di Cucina - tecniche e ricette di base" (ed.Giunti Demetra); trovata la ricetta base per la pasta frolla, ho poi aggiunto gli altri ingredienti con l'aiuto dei ricordi.
E il risultato è stato questo.














E la ricetta? Un po' di pazienza, nel prossimo post... :-)

sabato 20 dicembre 2008

ed un altro, non meno importante del precedente













Riporto e sottoscrivo in pieno l'appello di Franci; sarà che certe cose, a quanto pare, non si ripetono mai abbastanza >:-/

E sempre in tema di regali, quest'anno i miei sono dare un aiuto qui, qui e qui.
E continueranno anche dopo le "feste", perchè dare un aiuto non è questione di calendario, ma di CUORE.

un suggerimento

Per un regalo consapevole e non solo perchè è natale.
Perchè un libro è un fedele compagno, un segno di stima per chi lo riceve ed un gesto intimo e personale per chi lo regala.
E, per quanto mi riguarda, perchè, come diceva mio nonno "i soldi spesi in libri non sono mai buttati via".

Tutto qui.

sabato 1 novembre 2008

ci sono...

Si, ci sono.
Raggomitolata in un angolo buio, con l'anima nera come la terra fredda che sembra morta e si prepara all'inverno.

Priscilla sta bene, ormai ha ripreso forma (anche troppa, insinua qualcuno) ed ha un pelo bellissimo. La notte dorme con me e mi si accoccola accanto, come l'avesse sempre fatto.

La convivenza felina procede molto lentamente anche per il fatto che Emily, la mia piccolina adorata, sopporta l'ennesima cura per le sue povere orecchie: otite da staffilococcus aureus e lieviti, quindi Baytril la mattina, con conseguenti ferite di guerra sulle mie mani per somministrarle la mezza pastiglietta che, altrimenti, mescolata al cibo, rimane nella ciotola fino a sera :-( e tre gocce di Otopet per ciascun orecchio due volte al giorno, somministrate con molta fatica e con il risultato d'avere una gatta molto indispettita e con le orecchie color zucca, che fa molto Halloween, oltre a macchiare d'arancio tutti i posti che lei frequenta.

Halloween che quest'anno ho "celebrato" nel suo vero significato.

Giovedì 30 primo colloquio con la psicoterapeuta; prossimo appuntamento il 13 novembre.
Magari per allora sarò riuscita a scrivere un altro post, possibilmente meno freddo di questo.
Magari...

lunedì 22 settembre 2008

novità (con foto)

(vedi post precedente...)

Arrivi... :-)


















Partenze... :-D














E creazioni (ancora da cuocere....)















Tutto questo per spiegare perchè manco da un po', con gli imprevisti che invece non mancano mai (come il computer che ieri non caricava le foto >:-(...).
Buona notte, a domani.
Forse...

domenica 21 settembre 2008

novità

Arrivi...
Partenze...
Creazioni...

E graditissimi ritorni...

E appena riuscirò a prelevare le foto >:-( tutto sarà più chiaro...

venerdì 5 settembre 2008

innegabile artisticità felina

Uno dei tantissimi motivi che mi fa amare i gatti è la loro 'capacità artistica'.
Non nel senso che sappiano dipingere o disegnare, attività apparentemente preclusa loro per il fatto di non poter impugnare una matita o tanto meno un pennello, anche se sono numerosi gli episodi in cui Tommy saltava sul tavolo mentre scrivevo e posava una delle zampe anteriori sul foglio, come per aiutarmi a trattenere l'ispirazione; o quelli in cui Emily viene a soprintendere i miei momenti creativi, soprattutto se si tratta di impiegare oggetti che facciano rumore come perline oppure nastri e fili di varie tonalità.
Piuttosto per come un gatto riesca a rendere bello qualunque ambiente, interno od esterno che sia, completandone le lacune ed affinandone l'insieme visivo.
Con un termine riduttivo, ma suffcientemente chiaro, potrei dire che, per me, i gatti fanno 'arredamento'; ed il bello è che ogni volta cambiano, non sono statici, nè monotoni come un qualunque oggetto volto a completare od abbellire una stanza o una casa intera.

Non sono certo la prima a notare e sottolineare quanti artisti, viventi o passati tra i più, abbiano tratto ispirazione e creato, in qualunque modo ad essi congeniale, grazie ad uno o più gatti.
Per non parlare della speciale affinità che lega i gatti alla musica, con episodi al limite del paranormale che lasciano esterrefatta anche la persona meno catofila del mondo (noi catofili siamo di parte, per cui il nostro parere non può considerarsi obiettivo ;-D).

A supporto della mia tesi, ecco, quindi, Emily, salita sull'asse da stiro e catturata fotograficamente prima di saltare giù; un'immagine che mi ricorda molto le opere di Vermeer... :-)



martedì 26 agosto 2008

in memoria

Un anno fa il giorno più brutto della mia vita.
Una ferita, straziante, tra cuore ed anima, che non si è più rimarginata.
Anzi.
Un vuoto incolmabile, che niente e nessuno potrà riempire.

Ringrazio la mia Emily, piccola, dolce amica di zampa; troppo piccola per meritare di sopportare il peso di tanto dolore, eppure splendida, tenera, "responsabile" e matura, molto più di tanti bipedi, incapaci di comprendere cosa significhi perdere un animale che ti ha donato tutto il meglio di sé per undici anni.
Undici anni spazzati di colpo: tanti, troppi per poterli dimenticare.
E infatti non li ho dimenticati; quello che vorrei cancellare è il peso del vuoto lasciato dal dolore.

So che sei con me, amore mio, stanotte m'è sembrato di sentirti saltare sul letto.
E chissà, forse c'eri davvero, a tenermi compagnia.

Mi manchi tanto, dolce tesoro, mio per sempre ed unico: Tommy...

venerdì 22 agosto 2008

il dolore creativo

N.B. avevo pensato di scrivere questo post ieri.
Poi, quando ho letto queste due tristi notizie, ho spento il computer ed ho cercato di spegnere anche i pensieri, ulteriormente appesantiti e resi amari da quanto era appena accaduto a due persone così speciali, sensibili e, di certo, non meritevoli di altro dolore.
[Respiro profondo...]

Quindi, oggi vorrei dedicare a loro e a tutte le persone che, come me, cercano da tanto (troppo?) tempo di dare un senso alla propria vita, soprattutto nei momenti di profondo sconforto, quando ogni sforzo per andare avanti sembra produrre solo l'effetto di farti affondare e tornare indietro, qualcosa di "artistico", scaturito dalla volontà, per quanto duramente messa a prova, di uscire dal pozzo dell'amarezza, attraverso la creazione di qualcosa di nuovo; una specie di purificazione dell'anima, una ventata d'aria fresca che scuota i pensieri tristi e li faccia volar via come fogli di carta velina, una finestra spalancata in un giorno di sole e di vento che sa di mare e di speranza.
Si parte con qualche maglietta di cotone, un bel po' di spago, una confezione di colorante per tessuti, un chilo di sale grosso ed una lavatrice, possibilmente funzionante :-).
Il procedimento che illustrerò si chiama "tie and dye", che si può tradurre "stringi e tingi"; ironicamente, le due parole suonano uguali a "tie and die" che invece significa "stringi e muori", il che mi fa pensare alla voglia di strangolare il dolore per ucciderlo e mandarlo via da dentro di noi; o, molto più tristemente, alla soluzione estrema cui qualcuno decide d'arrivare in certi momenti molto bui della propria esistenza :-(
Ma, per fortuna, non è il mio caso.


Le tecniche per legare o annodare le maglie od i tessuti da tingere sono molteplici ed ognuna dà risultati differenti: ovviamente l'esito sarà diverso se la maglia è già colorata oppure è bianca.
Ho utilizzato magliette che erano già state tinte con la stessa tecnica qualche anno fa: il colore finale non mi piaceva, così ho deciso di tentare di nuovo; inoltre ho provato con una turchese.
Si possono effettuare nodi prendendo solo una parte di stoffa e utilizzando lo spago per più "livelli" oppure piegare interamente il tessuto e legarlo in senso verticale od orizzontale fino ad ottenere una specie di "salame".




















Le foto dovrebbero render meglio l'idea di quanto ho cercato di spiegare :-[

Finita la faticosa [e dolorosa, come le foto delle mie dita dimostrano]
























fase dell'annodamento, si seguono le istruzioni per la tintura come da istruzioni allegate nella scatoletta contenente il materiale necessario, si aggiungono gli indumenti da tingere e si aspetta che la lavatrice abbia finito il primo turno, alla temperatura di 60°C, il che richiede che i tessuti siano resistenti ed in fibre naturali come cotone, lino e viscosa. NON si mette il detersivo, in quanto il lavaggio avverrà dopo che la fase di tintura sarà terminata.

Alla fine del procedimento di tintura, si tirano fuori gli indumenti dalla lavatrice e si procede con il taglio dello spago.
Per me questo è il momento più bello, perchè finchè i nodi non sono sciolti non si può sapere come sarà il risultato finale; e ad ogni pezzo di spago che viene tagliato, mentre il tessuto si libera e si srotola, rivelando colori e sfumature inimmaginabili, mi piace pensare che vengano dissolti, uno ad uno, anche quelli che stringono l'anima , lasciandola di nuovo libera di aprirsi, respirare e rivelare la sua vera natura, senza confini, né restrizioni.

Tagliati tutti i nodi, si mettono nuovamente gli indumenti in lavatrice e si lavano alla stessa temperatura della fase precedente.

Finita anche la fase di lavaggio, si procede con lo stendere normalmente gli indumenti tinti.

Ed ecco qui il risultato della mia "creazione".



























Buon "arcobaleno" a tuttE ...


giovedì 21 agosto 2008

arrivederci, piccole :,-(

Tessi di Patt















(Pall)Etta
di Mamit, Nonit e Pupina















... non ho parole, solo tante lacrime ...

venerdì 15 agosto 2008

alla ricerca della dolcezza perduta

Da qualche giorno sto cercando di distrarmi dalla recente, ennesima ventata d'amarezza, in vari modi, possibilmente non dannosi per la mia salute (soprattutto quella mentale, più precaria d'un lavoratore a tempo determinato :-/).
E allora, proprio ieri, ho assaggiato una miniporzione di uno splendido e leggerissimo dolce: una specie di cheesecake, tanto delizioso, quanto evanescente, al punto da far quasi credere d'esser perfino poco calorico: ed il merito di tale creazione va al solito gastronomo di fiducia.
Ebbene si, ne ho uno anch'io; anzi, ce l'ha il convivente, che, da sempre, si occupa delle mansioni culinarie, mentre a me spetta l'ingrato (e quasi mai riconosciuto) compito di pulire e sistemare la cucina a fine "spettacolo".

Incuriosita dalla consistenza del suddetto dolce, ho cercato di capire (si, certo :-|) quale ne fosse la composizione e, digitando le parole "dolci + albume + neve + panna", ho trovato, tra i primi risultati, due siti molto interessanti, perfino per me che, come ho già detto altre volte, non so cucinare davvero (non come qualcuna che lo dice e, invece, poi, sfodera ricette come questa, tanto per citare la più recente).

Il primo è questo, "i dolci di Paola": le ricette sembrano facili e almeno c'è il vantaggio di poterlo leggere senza ingrassare :-/

Il secondo, lontano da me forse anche più del primo, in quanto riguarda due aspetti della vita umana cui sono alquanto estranea, non tanto per scelta, quanto per evidente mancanza di capacità e dotazione "genetica", è questo blog di "Scienza in cucina", curioso e divertente nel far scoprire aspetti che vanno al di là del "semplice" cucinare, affrontando l'arte culinaria ed i suoi misteri con criterio scientifico ed esaurienti spiegazioni che, però, non corrono mai il rischio di annoiare.

Insomma, ce la sto mettendo tutta.
Ora vado a lavare i piatti, chè quello ancora mi riesce bene :-P

Buon ferragosto, a chi lo festeggia; agli altri, cui non importa granché della ricorrenza, come alla scrivente, da sempre allergica alle "feste comandate", buona lettura.

lunedì 11 agosto 2008

Tigro & Tigra: aggiornamento

I due piccolini stanno bene.














L'esame coprologico ha dato esito negativo, il che, in questi casi, è un'ottima notizia e significa che la coccidiosi è stata sconfitta ed ora sono guariti.

Stamattina ultimo scrupoloso controllo dal veterinario, per verificare che sia tutto a posto e per dare una calmata alla mia ansia da separazione :-(

Nel frattempo loro riposano, in attesa di conoscere la loro nuova e, spero, definitiva casa.













Invece io conto le ore che mi restano prima di vederli andare via; è stato bello avere la casa "piena" di gatti, dopo il vuoto lasciato da Tommy quasi un anno fa e nonostante la mia piccolina splendida abbia fatto tutto il possibile per non farmi sentire troppo sola.
Mentirei se dicessi di non aver sperato di poterli tenere con me.

Con i gatti è così, almeno per chi li ama: ognuno di loro è unico e non si finisce mai di desiderarli, apprezzarli e volerne tanti intorno.
Forse perché ognuno di loro aiuta a mettere una pezza di colore diverso ai tanti, troppi strappi dell'anima.
O forse semplicemente perché chi lascia entrare un gatto nel proprio cuore, poi, non può più farne a meno.
Una sorta di "felinodipendenza", curabile solo con fusa, miagolii e tutto ciò che solo un gatto può donare.

Per fortuna, al mio ritorno a casa, ci sarà chi mi farà sorridere :'-)

domenica 10 agosto 2008

finalmente un buon anniversario

Oggi sono sette anni che Lory è entrata a far parte della mia vita.


















Anzi, della nostra, visto che da quel lontano 10 agosto 2001 è rimasta a casa dei miei.
Arrivata come una stella cadente, nel giorno di San Lorenzo; inevitabile darti questo nome, come per evocare in te tutti i nostri desideri più profondi e coltivare una speranza in più che alcuni di essi potessero avverarsi.

Grazie, Lory, per la tua presenza felina e particolare; vorrei darti un sacco di baci, ma so che non me lo lascerai mai fare, perchè sei ostinatamente ed orgogliosamente schiva, tranne quando ti fa comodo.
Gatta, appunto :-)

domenica 3 agosto 2008

per veri amanti degli animali

Queste due meraviglie cercano qualcuno che li ami e li rispetti.
Si chiamano Tigro





































e Tigra






































hanno circa due mesi e mezzo, presumibilmente sono nati verso fine maggio e sono gli unici superstiti d'una cucciolata sfortunatissima di sei gattini, due dei quali lasciati morire di fame nei pressi d'un (fottuto) ristorante (di merda) e gli altri due finiti a far parte dell'asfalto >:-(

Sono stati vaccinati e sverminati, ora sono in cura da una settimana per la coccidiosi ed il prossimo sabato saprò se sono guariti.
Cerco affidatari non troppo lontani da me, anche per poter mantenere un contatto dopo l'adozione.

Se qualcuno conosce un essere umano che corrisponda alle mie aspettative, mi scriva via mail (vedi indirizzo nel box "Visualizza il mio profilo completo").

O almeno incroci le dita (e le code) affinché questi piccoli gioielli splendidi trovino casa ed amore come meritano (tutti gli animali, non solo i gatti).

Grazie

chiuso per ferie?

Assolutamente no.
Quest'anno le ferie, nel senso di "andare via", non esistono per me.

Sarò a casa dal lavoro dal 9 al 24, ma resterò sempre qui.
Troppa la stanchezza e minime le possibilità di spostarsi, per vari motivi, anche economici.

E poi il caldo, che mi deprime più della nebbia a novembre.

E poi più d'un mese di impegno con loro (unica novità significativa di quest'ultimo periodo), alla ricerca di un senso di utilità, perso nelle anse faticose della vita; un impegno nel vero senso della parola, con poche soddisfazioni e tanta fatica, molte lacrime, tanto dolore per una realtà che credevo di conoscere ed è molto peggio di quanto pensassi.

E poi la connessione ad internet che, chissà perché, quando sento che potrei scrivere, è lenta, si blocca, è praticamente ferma.
Peggio delle auto in coda per l'esodo (ma chi glielo fa fare?) di questi giorni.

E poi l'amarezza, la mia onnipresente inquilina dell'anima, che non vuol sapere d'andarsene, più recidiva d'un'ulcera duodenale, più fastidiosa d'un'infestazione parassitaria, pesante e cattiva come un gomito sul cuore, che blocca il respiro ed ogni minimo tentativo di riprendere a sperare.

Ma, a parte questo, sto bene...

venerdì 30 maggio 2008

un compleanno speciale

oggi avresti compiuto dodici anni...




















ciao tesoro mio, mi manchi tanto :'-)

domenica 11 maggio 2008

istanti di natura intorno a me

In questo periodo l'amarezza è una costante, come la gravità, che appesantisce ogni passo.
Un' inquilina refrattaria dell'anima.
Un'abituale e scomoda frequentatrice dei miei pensieri.






















Ma, almeno, mi resta il conforto della bellezza della natura.

"when the world is running down,
you make the best of what's still around"
(Police, Zenyatta Mondatta, 1980)

martedì 6 maggio 2008

arrivederci, dolce piratino rosso

... sono senza parole ... :'-(

un abbraccio forte a Vale ...

Aggiornamento 10 maggio 2008:
Leggete le ultime notizie, credo ne valga assolutamente la pena; anche se Attila ormai è sul Ponte, possiamo continuare ad aiutare qualcuno che potrebbe avere bisogno di cure costose e non poterselo permettere.
Grazie anche da parte mia a coloro che hanno contribuito, il nostro aiuto è stato molto prezioso.
Che la Dea Bastet e la Grande Madre proteggano tutti coloro che amano i gatti, gli animali e la vita in generale, rispettandone ogni forma vivente, indipendentemente dal numero di "zampe" :'-)

lunedì 7 aprile 2008

a tutte le gattare in ascolto

Sono incappata in questo appello per caso, ho letto tutto con molta attenzione (e pianto anche di più).









Il mio cuore di zia gattara non può ignorare affatto questa richiesta d'aiuto, per cui vi chiedo solo di fare un salto a leggere la storia di Attila e, se possibile, di aiutarlo a guarire.
Grazie, sniff :'-|

domenica 6 aprile 2008

l'unione (baffuta) fa la forza

Codine e zampette incrociate per questa piccola meraviglia felina,










sperando non sia troppo tardi :-( ...

AGGIORNAMENTO di oggi 7 aprile 2008
La baffuta in questione (Tessi di Patt) sta bene, si è ripresa ed ha fatto impazzire la sua umana per tutto il weekend :-)
Ringrazio la Grande Madre e la Dea Bastet che in queste 48 ore si sono sorbite le mie preghiere lacrimose... =^-^=

sabato 5 aprile 2008

un nuovo blogger

Lui dice di no, ma è bravo sia a disegnare, sia a dipingere, sia (e soprattutto) a cogliere l'essenziale semplicità della vita di tutti i giorni, le piccole cose notevoli che riescono, nonostante tutto, a dare ancora un barlume di speranza che la bellezza esista ancora in questo mondo, non solo negli occhi di chi la contempla, quanto in quelli di chi la sa cercare.