giovedì 29 aprile 2010

BLUSUBIANCO, secondo round



Ecco il mio secondo racconto, pubblicato e in attesa di selezione che avverrà entro mercoledì prossimo, prima dell'invio del terzo incipit.
Il primo racconto è stato pubblicato, ma non selezionato.
Qui i racconti scelti per il primo capitolo.
Ma, intanto, scrivo...

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

lunedì 26 aprile 2010

giorni e numeri


15400: i giorni trascorsi da quando sono nata.
1258: i giorni passati dall'ultima volta che mi sono sentita DAVVERO felice.
115: giorni trascorsi dall'inizio dell'anno.
10: i giorni passati da quando ho perso, ancora, qualcuno a cui volevo bene.
6: i giorni che mancano alla fine della cassaintegrazione.
Poi, a orribilandia piacendo, o sarà cassaintegrazione straordinaria o mobilità.
In ogni caso, fino ad oggi nessuno s'è fatto sentire.
Non mi resta che aspettare il verdetto.
Quasi fossi colpevole di qualcosa...

Aggiornamento 29 aprile 2010: ho appena ricevuto l'ennesima raccomandata aziendale. La CIG è prolungata fino al 29 maggio.
E poi? Lo scopriremo solo vivendo.
Ammesso che questo, dico io, sia vivere...

lunedì 19 aprile 2010

dalla colonia (27): un momento per nascere ed uno per morire

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
(Ecclesiaste)

giovedì 15 aprile 2010

Ciao Raimondo...

Addio Vianello, signore dello humour
La sua carriera era iniziata con il teatro di rivista, poi il cinema con Tognazzi
Raimondo Vianello con la moglie Sandra Mondaini
Raimondo Vianello con la moglie Sandra Mondaini
MILANO - E' morto Raimondo Vianello, attore e conduttore televisivo che con la moglie Sandra Mondaini è stato uno dei volti più noti della tv italiana. Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni. Il decesso è avvenuto alle sette meno dieci all'ospedale San Raffaele di Milano per l'aggravarsi delle sue condizioni fisiche. I funerali si svolgeranno molto probabilmente sabato alle 11 nella chiesa di Milano Due, il quartiere dove viveva. La notizia della sua morte ha subito suscitato emozione e cordoglio, non solo nel mondo dello spettacolo.
LA CARRIERA - La sua carriera professionale era iniziata con il teatro di rivista subito dopo la guerra, un'esperienza che lo aveva segnato (bersagliere che aveva aderito alla Repubblica di Salò, era poi stato detenuto nel campo di concentramento alleato di Coltano insieme al poeta statunitense Ezra Pound e ad altri futuri volti del cinema come Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Luciano Salce). Negli anni Cinquanta aveva iniziato a dedicarsi al cinema e aveva recitato al fianco di attori celebri quali Totò e Ugo Tognazzi. E proprio con quest'ultimo ha scoperto la tv nel programma Un, due tre, che gli ha conferito grande notorietà. Nel 1962 si è sposato con Sandra Mondaini e con lei ha dato vita a una delle coppie inossidabili della commedia italiana. Da quel momento le loro carriere sono andate avanti in maniera indissolubile, salvo alcune esperienze individuali. Con lei ha condotto tra gli anni Settanta e Ottanta alcuni varietà sulla Rai, tra cui Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi... no, Io e la befana il quiz Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo.

Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello

IL PASSAGGIO A MEDIASET - Negli ultimi vent'anni Raimondo Vianello è stato uno dei volti di Canale 5 e in coppia con la moglie ha dato vita, tra l'altro, alle sit-com «Casa Vianello» (che nella definizione di Aldo Grasso «è stata una delle poche seconde case a disposizione di tutti, una sorta di multiproprietà gratuita»), «Cascina Vianello» e «Crociera Vianello». Grande appassionato di sport (anche nelle sit-com è spesso rappresentato con la Gazzetta tra le mani) è stato anche conduttore di «Pressing», la risposta di Mediaset alla Domenica Sportiva.
SUL PALCO DI SANREMO - Vianello aveva anche condotto il Festival di Sanremo del 1998, creando uno dei primi casi di volto Mediaset sugli schermi Rai. E alla presentazione, nel tempio della canzone popolare, non aveva avuto remore nel far sapere che «a me piace la musica classica, la lirica». La sua prima volta a Sanremo era stata negli anni '60, con Tognazzi, per uno sketch che fu poi cancellato. La seconda a Sanremo Giovani: «Andai per la ricerca sul cancro - spiegò l'attore - Raccontai che ero malato anch'io. Si sono divertiti molto». Sanremo '98 era stata anche l'occasione per tornare in Rai ad oltre vent'anni da Stasera niente di nuovo. Quella resta una delle conduzioni più gradite dal pubblico e una tra le più insolite nella storia di Sanremo, con un Vianello grande comedien, elegante e sornione, capace di gestire con disinvoltura le sue vallette, la bellissima top model Eva Herzigova e l'attrice comica Veronica Pivetti. Neanche il bacio di Madonna riuscì a farlo scomporre.

sabato 3 aprile 2010

un po' di bellezza felina

Gatte al sole: tra dèi ci si capisce...



Emily soprintende...


Priscilla fa la statua...


e poi si gode il sole di primavera...


"ma tanto la più bella sono io, meowww..."

Intanto c'è chi ronfa...

e si fa coccolare...


e chi approfitta dell'assenza degli altri per stragattarsi nel lettone...

mercoledì 31 marzo 2010

dalla colonia (24) - un piccolo spiraglio, ma a bassa voce

Come dice il titolo e dopo l'ennesima batosta, un piccolo raggio di sole.
Ma a voce bassissima, ché la maledetta sfiga ha le orecchie bioniche...

domenica 21 marzo 2010

al peggio non c'è mai limite

E l'aspetto più grave è che a star male sono quelli che hanno già sofferto troppo.
I frantumati, appunto.
Quelli che s'attaccano alla vita con i denti e ricevono solo calci nello stomaco.
E qui non si tratta di fatalità, d'un destino avverso, d'un terremoto imprevedibile che spazza via i sacrifici d'una vita e contro cui poco si può fare, se non cercare la forza di ricominciare da ciò che resta, SE resta qualcosa.
Qui si tratta della malvagità, inutile e dannosa, di esseri indegni d'esser chiamati "umani", d'individui meschini e gretti, capaci solo di invidiare chi, nonostante i calci e gli sputi in faccia che prende, ama la vita, e di distruggerne i pazienti segni d'amore che semina nel mondo.
Anche per questo non credo alla raccolta di fondi contro la fame nel mondo o altre nobilissime cause: perché, a dispetto degli sforzi sovrumani di chi dà la vita per cercare di salvare quella altrui, per contro c'è sempre una massa infame e prepotente che non vuole sopravvivenza degli altri; figurarsi la loro felicità.
Ma non mi arrendo.
Il rispetto della vita è, per me, un dovere: prima di tutto verso me stessa.
Anche se oggi sento dentro solo vuoto e buio.
E NON lo merito.
Il motivo di questo sfogo? Eccolo qui.

giovedì 11 marzo 2010

frammenti di vita

Come recita un aforisma (?), "la vita è come un albero di Natale: c'è sempre qualcuno (o qualcosa) che ti rompe le palle".
Ma com'è che ho l'amara impressione capiti sempre a quelli che già sono frantumati da anni?

lunedì 8 marzo 2010

qualcosa da portarsi dentro

Per tutti quelli che sono cresciuti, comunque bene, ascoltando le sigle dei cartoni animati, quando la televisione sapeva regalare ancora la magia...

domenica 7 marzo 2010

il mio mito letterario

Avrei potuto commemorare con un giro sul Lago di Como.
E di certo non per cercare Clooney e quell'altra...

sabato 6 marzo 2010

una consolante conferma

Striscia la notizia del 04 marzo 2010.
L'inviato Moreno Morello va a sbugiardare i bufalari dai quali sono elegantemente fuggita qualche tempo fa (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_03_more4.flv)
Posso dire "Io c'ero".
E magari ora penseranno io sia stata la spia che gli ha mandato in casa l'inviato del tg satirico di Ricci...
Meno male che ho preteso indietro il mio curriculum ;-)

mercoledì 3 marzo 2010

chi è un/una volontario/a animalista?


E' una persona che all'inizio ha del tempo da dedicare a una causa benefica.
All'inizio.
Poi finirà per non avere tempo neanche per se stesso: questo se sarà un bravo volontario.
I volontari operano nei/dai posti più disparati.
Dai bagni degli uffici, in fila alle casse del supermercato, nelle aree di sosta in autostrada, nei camerini dei negozi.
In disparte negli angolini dei posti più impensati li vedi parlare sottovoce ai loro cellulari, scartabellando nelle loro agendine.
Sono quelli che chiedono permessi velocissimi in ufficio per poi tornare magari dopo un'oretta o due, spettinati, sconvolti, ma con il sorriso sulle labbra e il sedile della macchina tappezzato di peli.
Vivono in simbiosi con il loro cellulare, che vibra spesso, ma se il capo è vicino non rispondono mai.
La loro mail è costantemente costipata da appelli.
Ipersensibili, generalmente un po’ ansiosi.
Li riconosci perché qualsiasi potrà essere l'argomento che state affrontando i loro occhi verranno rapiti da qualunque essere vivente a quattro zampe che vi passerà vicino.
Sarete sicurissimi di avere di fronte un volontario se dalla sua borsa emergerà sempre una scatola di biscottini per cani e un guinzaglio.
Potrete essere sicuri al 100% se, vedendo passare un cane senza collare, inizieranno a inseguirlo prima con gli occhi, poi facendovi segno di abbassare la voce per non spaventarlo e quindi in punta di piedi inizieranno a pedinarlo, lasciandovi in asso.
Nel bagaglio della macchina hanno sempre del pane secco "non si sa mai, magari incontro un'anatra". (N.d.B.: nel mio ci sono scatolette di cibo umido e sacchi di croccantini per gatti, un cucchaio, qualche ciotola di plastica e svariate bottiglie d'acqua, un trasportino morbido d'emergenza, una coperta di pile, giornali e stracci per ogni evenienza).
In casa al posto dei quadri hanno certificati di adozioni di conigli. (N.d.B.: a questi punti non sono ancora arrivata...)
Quando li riconoscerete attenetevi a queste semplici regole:
Non iniziate mai a parlare di animali in loro presenza oppure se lo farete, attrezzatevi con tutto il necessaire per preparare una pastiera napoletana.
Almeno alla fine delle 12 ore di monologo animalista potrete gustare una giusta torta proteica.
Accettando la loro amicizia su Fb entrerete nel pericolosissimo mondo degli occhietti amabili che vi chiedono adozione e in meno di una settimana gioirete insieme ai vostri 4 nuovi cani, gatti e conigli (N.d.B.: magari!!!)
Non dite mai a un volontario animalista, che FORSE prenderete un cane.
Vi si attaccherà ai calcagni e potrete staccarlo solo sopprimendolo.
Altri indizi:
I volontari sono sempre in bolletta e generalmente vestiti in maniera semplice. (N.d.B.: se poi sono anche disoccupati o cassaintegrati, ancora meglio...)
Impossibile non trovare almeno un pelo animale su giacche, sciarpe...
Spesso spettinati (con i soldi del parrucchiere ci si paga una pensione ad un cagnolino o si vaccina un gatto!)
Difficilmente liberi durante i week end perché impegnati in preaffidi, staffette, sgambamenti e cene di beneficenza.

Sono quelli che quando dicono "sai, faccio volontariato per gli animali" ricevono sguardi di finta ammirazione mista a vera commiserazione....
Il volontario lo sa.
E' una malattia, una forza impossibile che ti spinge a tritarti anche centinaia di chilometri alle 5 di mattina di domenica per aiutare un orecchiuto a uscire da una gabbia fetida e raggiungere una cuccia calda.
Un volontario è costretto a vedere giornalmente quello che costantemente combatte: la violenza.
Perché il volontario la cerca, la legge giornalmente, la vede.
La studia con il voltastomaco per poterla combattere, per farla conoscere a tutti perché tutti la combattano . E il volontario non ci fa mai l'abitudine.
Le volontarie donne hanno un fedele alleato : il correttore per le occhiaie. E' sondato che non hanno mai sonni tranquilli.
Ma un volontario animalista, nonostante questo impietoso ritratto, è sempre una persona speciale.
Ha una luce propria.
E' una persona che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia, che assorbe la luce di un'anima pura.
E' qualcosa di magico.
E di questi tempi, credetemi è una benedizione.
Vogliate bene agli animali. La loro esistenza fa bella la nostra.
E i volontari semplicemente sono schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza, sanno diffondere.
Siate gentili con ognuno di loro, animali e volontari.
Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di un po' di incoraggiamento.
Grazie a tutti voi/noi!!!
Ilaria Cappato e Rossella

domenica 28 febbraio 2010

torta al cacao amaro anti amarezza

Questo post partecipa al 1° giveaway di Pupina
(e ci voleva solo lei a farmi cucinare... la fine del mondo è vicina :-D!!!)
TORTA AL CACAO AMARO LIGHT (senza uova e burro)
(ricetta originale presa da qui)
Ingredienti: 50 gr di cacao amaro
250 gr di zucchero (io ne ho messi 200 g.)
200 gr di farina
250 gr di latte
1 bustina di lievito per dolci
facoltativi (ma rendono la torta mooolto buona):
trito di nocciole e mandorle spellate (50gr circa per ciascuno), 6 noci tritate, tre cucchiai di pistacchi verdi tritati (ho usato quelli di Bronte!)
Preparazione: Setacciare la farina in una ciotola, aggiungere lo zucchero, il cacao amaro, mescolare e aggiungere il latte poco alla volta fino ad avere una consistenza cremosa. Se l'impasto è troppo duro, aggiungere un po' di latte (a occhio...)
Aggiungere quindi il trito di frutta secca, poi il lievito setacciato e mescolare per bene.
Versare in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo a 180° per circa 20 minuti (verificare con uno stecchino, infilandolo al centro della torta!)
Sformare la torta, farla raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo, o decorare a piacere.
N.B. ho un forno malfunzionante (e non solo quello!) per cui ho messo a 200 gradi e fatto cuocere la torta per 40 minuti.
Poi ho spento, lasciato riposare ancora 5 minuti con la porta del forno socchiusa (stando attenta che le felidi curiose non si bruciassero i musetti!), infine ho messo la torta a raffreddare fuori in terrazzo (come Nonna Papera!).
Una volta raffreddata, ho capovolto la teglia sopra un piatto e spolverato con zucchero a velo.
E questo... è il risultato!

venerdì 26 febbraio 2010

diamo i numeri


– Siamo coloro che udranno la risposta alla grande domanda sulla Vita…! – disse Phouchg.
– E sull'Universo…! – disse Loonquawl.
– E su Tutto…!
– Shh! – disse Loonquawl. – Credo che Pensiero Profondo si prepari a parlare!
Ci furono alcuni attimi di ansiosa attesa, mentre i pannelli sul davanti della consolle si animavano a poco a poco. Le spie luminose si accesero e spensero, per poi stabilizzarsi. Dal canale di comunicazione provenne un basso e sommesso ronzio.
– Buongiorno – disse finalmente Pensiero Profondo.
– Ehm… Buongiorno, o Pensiero Profondo – disse nervoso Loonquawl. – Hai… ehm, cioè…
– Una risposta per voi? – disse solenne Pensiero Profondo. – Sì. Ce l'ho.
I due uomini rabbrividirono. La lunghissima attesa non era dunque stata vana.
– C'è davvero una risposta? – sussurrò Phouchg.
– C'è davvero una risposta – confermò Pensiero Profondo.
A Tutto? Alla grande Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto?
– Sì.
Sia Loonquawl sia Phouchg si erano preparati per tutta la vita a quel momento, erano stati selezionati fin dalla nascita come persone più adatte ad assistere a quel memorabile avvenimento, e tuttavia si ritrovarono a boccheggiare e a stare sulle spine come bambini eccitati.
– E sei pronto a darci la Risposta? – disse ansioso Loonquawl.
– Sì.
– Adesso?
– Adesso – disse Pensiero Profondo.
I due s'umettarono le labbra.
– Anche se penso che non vi piacerà – disse Pensiero Profondo.
– Non importa! – disse Phouchg. – Dobbiamo saperla! Adesso!
– Adesso? – chiese Pensiero Profondo.
– Sì! Adesso…
– Va bene – disse il computer, e tacque. I due uomini si misero a giocherellare con le dita. La tensione era insopportabile.
– Non vi piacerà davvero – disse dopo un attimo Pensiero Profondo.
– Diccela!
– D'accordo – disse Pensiero Profondo. – La Risposta alla Grande
Domanda…
– Su..?
– Sulla Vita, l'Universo e Tutto… – disse Pensiero Profondo.
– Sì…?
– È… – disse Pensiero Profondo, e fece una pausa.
– Sì…?
– È…
– Sì…???
Quarantadue – disse Pensiero Profondo, con infinita calma e solennità.
(Douglas Adams, "Guida galattica per gli autostoppisti")

martedì 23 febbraio 2010

l'insostenibile leggerezza dell'essere (cassaintegrati) - parte terza


(ovvero: LA VENDETTA; la mia, ovviamente)
Finalmente svelato il mistero, ma neanche tanto; per fortuna, almeno, è uscito fuori il nome del prodigioso macchinario ed ecco, quindi, da chi sono scampata, peraltro con una prova d'attrice che mi meriterei l'Oscar... da bagno oppure il "Premio Faccia Tosta 2010".
I dettagli? Eccoli.
Ore 11: rieccomi nel solito posto, mi fanno accomodare in una saletta dove circa una ventina di persone (un buon 80% ben più giovani di me) attendono di sapere la verità.
Alle pareti, da un lato, improbabili foto di animali ed altro associate a parole significative, "IMPEGNO", "AFFIDABILITA'", "POSITIVITA'" (oppoverame!)
Dall'altro immagini ancor più improbabili (e chiaramente messe come suadenti trappole acchiappafessi) di paradisi terrestri, Maldive, Alcantara, Sharm El Sheik, che, come ben sa chi mi segue e mi legge, su di me non hanno alcun effetto, visto che detesto viaggiare.
La somiglianza con un set di Scherzi a Parte è sempre più inquietante; ho i brividi, ma è solo perché la stanza non è caldissima.
In sottofondo, prima e dopo lo svolgimento del "briefing", un orrendo live dei Negramaro, per il cui ascolto forzato medito di chiedere i danni psichici e morali.
Finalmente, con cinque minuti di ritardo (per dare tempo a chi arriva fuori tempo) inizia la rivelazione.
Il tipo che mi ha "esaminata" appare a fianco di un altro personaggio, che si presenta, tradendo un (quantomeno) simpatico accento laziale. Di Latina, specifica subito dopo; trovandosi in terra ad alta percentuale leghista è probabilmente abituato a difendere prontamente la propria provenienza geografica.
Per circa un'ora e mezza lo ascolto parlare di cose scontate ma messe abilmente in fila ad arte, partendo da una carrellata semiseria su chi è l'azienda, chi rappresenta, chi c'è "dietro" e la multinazionale americana e una sfilza di nomi (tutti verificabili e realmente esistenti, ma a che pro?), tanto per impressionare il pubblico.
Poi, primo annuncio significativo: l'azienda che cerca personale NON è quella che produce il macchinario, bensì una società commerciale che si occupa di formare personale e di promuovere il prodotto (tuttora misterioso).
Dopodiché, secondo annuncio: l'indicazione, apparentemente dettagliata e precisa, delle figure professionali che l'azienda sta cercando: centralino-call center (ma NON è telemarketing! non è richiesta alcuna esperienza), risorse umane (ma solo per laureati in scienze dell'informazione e cose simili), consulente pubblicitario (ma non avevano detto che NON si facevano pubblicità e bastava "il passaparola"?), commerciale ed assistenza tecnica.
I suddetti dipartimenti o reparti vengono poi specificati meglio quanto ad orari e tipo di inquadramento (salto i dettagli per non appesantire il racconto, ma soprattutto perché li ho già rimossi dalla memoria).
Poi, inserendo ad arte frasi del tipo "se non avete voglia di essere positivi, perché non siete rimasti a casa?" e sciocchezze pseudopsicologiche del genere, l'infervorato di turno prosegue, parlando del periodo iniziale (retribuito, come sottolineato più volte) di formazione ed affiancamento, di durata variabile secondo il ruolo, regolarizzato da un contratto tipo apprendista; quindi non un contratto vero di lavoro, in quanto è FORMAZIONE, ma che loro retribuiscono (che filantropi!) a differenza degli altri che, invece, a suo dire, la fanno pagare.
Seguono, quindi, altre cascate di dettagli, apparentemente (lo ripeto!) chiarificatori, in realtà atti a distrarre e stordire il pubblico, ignaro della discutibile messinscena.
Tant'è che, alla fine dello "spettacolo", sono uscita con un gran mal di testa, forse per lo sforzo fatto per cercare di restare lucida e centrata, respingendo il condizionamento occulto.
L'incontro si avvia fortunatamente alla fine, non prima di aver nuovamente ripetuto i DIRITTI e DOVERI del "lavoratore", con particolare attenzione ed accento sui soliti cinque concetti, gli stessi ripetuti anche sulle foto alle pareti; insomma, un autentico lavaggio del cervello, ancor prima di quello dei pavimenti!
Infine viene richiesta una breve presentazione di ciascuno, mentre l'esaminatore/formatore prende appunti sulle schede di ogni candidato, chiedendo ad ognuno di dire cosa si aspetti da un'azienda che lo assume,
La mia? "Ho 42 anni [in realtà li compirò venerdì ;-)], sono in cassaintegrazione con un punto di domanda e sono qui per ascoltare la vostra proposta. Da chi mi assume mi aspetto il giusto riconoscimento, economico e personale, e delle mie capacità. Grazie."
Infine, alle 12,30, come più volte ripetuto, un brevissimo colloquio eliminatorio (intanto era tornato l'orrendo sottofondo musicale dell'inizio), con il tipo "glam" ed un'altra figura aziendale importante (ma vestita con il gusto di una che esercita per strada) che pronunciano man mano i nomi e fanno accomodare i malcapitati in una stanza a parte, dove il suddetto formatore dà o meno il verdetto finale.
Insomma, una vera bufala.

E neanche la consolazione d'una buona mozzarella.

Dalla quale mi sono appunto salvata, recitando, alla grande.
Infatti, quando arriva finalmente il mio turno, dopo aver mentalmente ripassato la parte nell'ultima ora e mezza, mi presento sorridentissima ed esordisco, mentre il tipo era già partito a propormi di fare la consulente (quindi mi avrebbero preso), dicendo che, solo per cortesia nei loro confronti e dei presenti, quando mi sono presentata, mi sono astenuta dal dire che, in realtà, la mattina stessa ho saputo che tra una settimana sarei rientrata al lavoro e che, per questo, preferisco rinunciare all'opportunità di lavorare per loro.
Ovviamente il tipo è rimane sorpreso, ma recupera subito il colpo, affermando che anche lui avrebbe fatto la stessa scelta e che mi ringrazia di lasciare ad altri, più bisognosi di lavorare di me, la possibilità di trovare un lavoro.
Insomma, ho fatto la figura di persona POSITIVA, CORRETTA, PUNTUALE e pure GENEROSA.
E ti credo che mi avrebbero preso!
Infine, tanto per chiarire fino in fondo con chi hanno a che fare, chiedo cosa avrebbero fatto del mio curriculum; alla risposta che lo avrebbero gettato via, insisto per averlo indietro, visto che non ho firmato nulla che li autorizzi al trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (e che so' scema io?). Il tipo ha cerca una pallida rivincita, facendomi notare che il curriculum è scarabocchiato: ed io, cortesemente, ripeto che lo butterò via non appena fuori da là.
Ripreso il mio curriculum e sfoggiando l'ultimo, sfavillante sorriso, finalmente esco.
Arrivata finalmente in auto, lascio sfogare la risata che trattenevo da due ore.
Ma passato lo sfogo, mi prende una grande amarezza, rendendomi conto che il mondo è davvero pieno di gente che pensa solo a fregare il prossimo...
(Link alle puntate precedenti:
parte prima
parte seconda)