
Non sono certo la prima a dirlo, né l'ultima.
Ma perché la odio?
Prima di tutto perché fa caldo ed il caldo mi opprime, mi toglie la poca energia faticosamente raccolta ed esaspera la mia pressione, bassa fisiologicamente ed alta emotivamente.
Il caldo mette a dura prova la resistenza al fuoco che mi si agita dentro; se fa caldo anche fuori di me, è vana la speranza di trovar sfogo alla rabbia, al bisogno di urlare e liberare la tensione.
Odio l'estate perché la gente parla di ferie, di mare e vacanze.
Per me l'estate è combattere l'afa, le zanzare e l'imbarazzante pallore del mio corpo.
Le persone amano l'estate perché porta sole e riposo, costumi da bagno e gelati.
A me il sole dà fastidio se non c'è iun po' di vento a renderlo sopportabile; il riposo è condizionato dalla temperatura ed il mio concetto migliore di vacanza è restare al buio ed al fresco a leggere.
Quanto a costumi e gelati, i secondi influiscono negativamente sui primi; tant'è che, nonostante non ami affatto mettermi in mostra, finisco comunque per rinunciare ad entrambi.
Soprattutto ai primi.
E poi l'estate è la stagione del raccolto, non solo in senso produttivo ed agricolo: dovrebbe portare ad un bilancio di ciò che si è seminato nei mesi precedenti.
Invece mi ritrovo quasi sempre a raccogliere poco o nulla, pur avendo faticosamente investito tempo, spazio ed energie.
Sono anni che mi chiedo dove sbaglio.
Forse, un giorno, lo scoprirò.


































