venerdì 19 febbraio 2010

l'insostenibile leggerezza dell'essere (cassaintegrati) - parte seconda

(ovvero: IL RITORNO)

Mercoledì sera, alle ore 18, sono tornata nel luogo del primo colloquio.
Questa volta l'ufficio era semideserto e sono stata subito ricevuta dal tizio del colloquio precedente (sempre molto glamour, lampadato e quant'altro), il quale ha esordito con la sua solita parlantina spedita (tipo Mentana al cubo), per illustrarmi, a suo dire, in maniera più dettagliata, gli aspetti tecnici ed economici del lavoro in questione.
Peccato non potesse immaginare (finalmente un vantaggio nell'avere quasi 42 anni ed un anno e mezzo di psicoterapia alle spalle!) che avevo pronte due belle domandine da un milione di euro.
La prima, a fronte della sua spiegazione, comunque vaga, del tipo di macchinario venduto dall'azienda (una sorta di macchina miracolosa che fa tutto, forse anche la pizza, l'orlo ai pantaloni e pulisce perfino la polvere negli angoli :-D) è stata "ma se non fate inserzioni pubblicitarie di alcun genere e non avete un vostro sito, come vi fate conoscere?".
Risposta: "Con il passaparola". Mah...
E la seconda, ben più cattiva della prima, "ma in questo periodo di crisi dove tutti chiudono e hanno paura, voi dove trovate l'ottimismo per assumere nuovo personale e avviare nuova attività?", alla quale mi è stato risposto che "le grandi aziende solide, come la multinazionale americana di cui loro sono una sede distaccata in Italia, nei momenti critici invece di lasciare la gente a casa, si allargano e assumono nuovo personale per essere più concorrenziali". Mah...
Quanto alle figure professionali che stanno cercando, quella del consulente (più semplice del commerciale, ma con l'impegno di andare in giro a parlare con i clienti) parte da un fisso di 800€ nette mensili con un minimo di tre appuntamenti al giorno e 120€ fisse per le spese dell'auto.
Il fisso può aumentare se aumentano gli appuntamenti garantiti giornalmente, per esempio 4 o 5, a fronte delle cinque fasce orarie stabilite e cioè, se ben ricordo, 11,00 - 13,00 - 15,00 - 17,00 e 20,00.
Inoltre, quando il commerciale conclude il contratto con il cliente, per il consulente c'è una provvigione sul macchinario venduto (una per ogni macchinario, non in base al prezzo del macchinario), ma ora non ne ricordo la percentuale.
Invece il commerciale si fa molto più "il mazzo" del consulente, lavora a provvigione ed ha più responsabilità e retribuzione diversa (e più alta); è la figura che cerca i nuovi clienti, che fissa le consulenze (per cui il consulente si trova già la giornata organizzata ogni mattina), che segue il cliente per quanto riguarda il contratto vero e proprio, stabilendo forme di pagamento e quant'altro.
Insomma, un vero commerciale, non come certa gente che ha fatto carriera a orribilandia, sotto la scrivania...
Superato, quindi, brillantemente anche questo secondo colloquio, nel quale sono stata definita "persona solare e corretta" (forse perché il mondo è pieno di gente di merda?), sono stata invitata a tornare nello stesso posto il prossimo lunedì 22 febbraio, quando verrà effettuato un corso di pre-formazione, due ore la mattina (11,00-13,00) in cui verrà spiegata la parte della vendita e come si opera; e due al pomeriggio (15,00-17,00) in cui verrà spiegato il macchinario in tutte le sue parti.
E finalmente ogni mistero sarà svelato!
Poi, in teoria, verranno scelte le persone giudicate idonee ed avviate alla formazione vera e propria (retribuita) nella quale la persona potrà valutare se seguire il percorso da consulente o da commerciale.
Insomma, fino a lunedì niente di davvero chiaro: andrò quindi a sentire cos'hanno da proporre, per curiosità e non avendo altri impegni; e poi lascerò perdere :-)
Quanto al resto, la vita continua, tra mille pensieri (vedi qui) e pochissime soddisfazioni.
Oggi diluvia, domani forse anche.
Non resta che starsene al caldo a guardare fuori: e sperare che smetta presto.
E non solo la pioggia...

martedì 16 febbraio 2010

l'insostenibile leggerezza dell'essere (cassaintegrati)

Durante la seduta dello scorso giovedì, la psico mi ha passato un numero di una ditta che cercava personale; e dopo aver telefonato il pomeriggio stesso per fissare un appuntamento, ieri mi sono recata al colloquio.
Sottolineo che, cercandola in internet, l'azienda in questione dovrebbe vendere biancheria per la casa, ma poi in altre pagine è identificata dalla categoria "Igiene e Benessere".
Inoltre la stessa si trova in uno stabile ancora da terminare (al telefono dicevano d'essersi trasferiti da poco) e quando sono arrivata al secondo piano, come indicato all'entrata da un significativo foglio appeso al vetro della porta, c'erano tutti i muri ancora senza intonaco, al che pensavo fosse uno scherzo (è pur sempre Carnevale!), come in "Candid Camera".
Quando però sono entrata nel corridoio semibuio ho notato che a sinistra c'era una porta metallica con l'oblò, tipo porta della cucina di un ristorante.
Sono entrata e mi è apparso un ufficio che si vedeva essere provvisorio (dopo anni a orribilandia si fa l'occhio a certe cose!) con pareti in cartongesso (mal rifinite specie in fondo a contatto con il pavimento), quadri per far impressione a chi entra (sullo sfondo c'era un dipinto di Van Gogh, questo) e fiori finti (orrore!) in quello che doveva essere un mini bancone reception dietro il quale si nascondeva un non entusiasta centralinista.
Mi è stato chiesto il nome e se avessi portato un curriculum.
Poi mi sono accomodata su un'inquietante sedia in plastica fucsia, adagiata su un ancor più inquietante tappeto blu che sembrava un'acconciatura rasta.
Mah...
Ho atteso solo dieci minuti e poi sono stata ricevuta da un tipo molto glamour, molto giovane e lampadato (e probabilmente gay, ma non è questo il problema, anzi!) che parlava ad una velocità stratosferica e mi ha spiegato che le figure che stanno cercando sono tipo consulente o commerciale; che loro non si fanno pubblicità con siti o riunioni porta-a-porta (e meno male!), che hanno già molti clienti (e come li trovano allora?) e che cercano qualcuno che li assista (ma non si tratta di agenti di vendita, eh?!) oppure, una volta acquisito il cliente dall'agente ed assistito dal consulente, una figura commerciale vera e propria che segua tutte le pratiche dell'ordine vero e proprio.
E cosa vendono?
Non sono sicura d'aver capito, anzi penso che il tipo sia rimasto vago apposta: ma sembrerebbe trattarsi d'un macchinario, prodotto da una multinazionale americana (mah...) contenente, tra l'altro, oro ed argento (mah...) il cui scopo è quello di igienizzare superfici e quant'altro, in uso a strutture come ospedali oppure ristoranti oppure mense oppure privati che ne facciano esplicita richiesta.
Per entrambe le figure verrà effettuata adeguata formazione (e qui, ripensando a orribilandia, mi sono venuti i brividi...) e poi il candidato sceglierà quale percorso seguire, se quello da consulente oppure quello da commerciale.
Il colloquio è durato meno di un quarto d'ora, dopo di che sono stata liquidata con la promessa che domani (cioè oggi) sarei stata contattata IN OGNI CASO per dirmi se avevo passato la prima impressione ed se avessi, quindi, diritto d'accesso al secondo colloquio nel quale verrà definito trattamento economico, tipo di contratto e mansioni.
Stamattina ho ricevuto la suddetta telefonata nella quale il tipo di ieri mi ha detto di aver avuto impressione positiva e che, se per me va bene, il secondo colloquio avverrà domani pomeriggio alle 18.
La cosa continua a sembrarmi una bufala, in ogni caso domani andrò e chiederò più spiegazioni, ché a restar nel vago non ci penso proprio.
Nel frattempo oggi è una giornata con postumi di emicrania terribile di ieri ed iperacidità gastrica di domenica: finito il post mi metterò a leggere a letto, in pace e silenzio.
Ho l'impressione che più vado avanti, più il mio corpo, sottoposto allo stress di orribilandia per troppi anni, stia chiedendo il conto.
E con gli interessi.
Almeno posso concedermi il lusso di riposare.
L'unico rimasto, peraltro.

la lezione


La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non avremo compreso con altri mezzi, e non può essere eliminata fino a quando quella lezione non è stata imparata.
(Dott. Edward Bach)
http://www.pomodorozen.com/

venerdì 12 febbraio 2010

sanvalentinochi?



Da l'Almanacco di Barbanera 2010:
"Nel giorno di San Valentino telefonate agli amici che non hanno un amore, fategli sentire il vostro affetto".

Va beh, terrò spento il cellulare, mi chiamerò e mi lascerò un messaggio in segreteria...

lunedì 8 febbraio 2010

dalla colonia (19) - nel mezzo d'un gelido inverno

Un inverno infinito. Qui...

a...mare nostalgie

(8 febbraio)
Son quei giorni così: quelli in cui i pensieri amari sono talmente tanti da sembrare uno solo.
Enorme, pesante, che per quanto cerchi di spostarlo, torna sempre ad ingombrarti la mente e l'anima.
Tipo quegli odiosi pupazzi che dondolano, dondolano e non cadono mai.
Son quei giorni in cui il mare, il mio mare, manca da morire.
Perché, è banale, lo so, ma il mare, chi c'è nato accanto, se lo porta sempre dentro.
Sempre.
Non ho mai sentito qualcuno dire che ha nostalgia della pianura.
O della montagna.
Ma del mare, si.
E ci sono migliaia di canzoni e di leggende e di poesie che lo dimostrano.
Del mare è stato detto tutto, so di non essere originale.
Ma mi colpisce un pensiero: quello del mare come madre.
Nella lingua italiana la differenza grafica è poca, una sola "d" tra le due parole.
In francese, poi, la pronuncia è addirittura uguale, la grafia però è diversa.
In italiano il mare è di genere maschile, in francese è femminile: molto più appropriato.
Ed è dal mare, a quanto pare, che siamo nati tutti, un giorno molto lontano.
Ma non abbastanza da farcelo dimenticare.
Forse per questo tanti suicidi avvengono in mare: perché chi desidera morire, lo fa lasciandosi abbracciare da un'immensa distesa materna, come per compensare il dolore di un distacco antico, mai risolto del tutto.
Quando sento la nostalgia del mare, quello che mi manca è un abbraccio intenso e potente, è il profumo del sale che si mescola al sapore della lacrime, è la voce del vento che riavvolge le onde e te le schiaffeggia in faccia.
Il mare è un orizzonte lontano, oltre il quale tutto potrebbe cambiare.
Ma solo per chi ha il coraggio di salpare...

Sailing - Christopher Cross


Non è lontano dal paradiso
almeno, non per me
e se il vento è quello giusto puoi navigare lontano
e trovare la tranquillità
le vele sanno fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi...

non è lontano dall'isola che non c'è
e non c'è bisogno di fingere
e se il vento è quello giusto
ritroverai ancora la gioia dell'innocenza
le vele possono fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi...

navigare mi porta lontano
dove ho sempre sentito che potessero essere
solo un sogno ed il vento a portarmi via
e presto sarò libero

è la fantasia
che prende il meglio di me
mentre navigo
tutto è avvolto in un sogno ad occhi aperti
ogni parola è come sinfonia
riesci a credermi?

navigare mi porta lontano
dove ho sempre sentito che potessero essere
solo un sogno ed il vento a portarmi via
e presto sarò libero

non è lontano dal buon senso
almeno, non per me
e quando il vento è giusto puoi navigare lontano
e trovare la serenità
le vele sanno fare miracoli
aspetta e vedrai
riesci a credermi?

navigare mi porta lontano
dove ho sempre sentito che potessero essere
solo un sogno ed il vento a portarmi via
e presto sarò libero...

(dedicato a Mamit e a chi ha intrapreso la lunga rotta...)

martedì 2 febbraio 2010

Imbolc, Candlemas, Candelora e Groundhog Day (Festa della Marmotta)

Sono anni che penso di preparare questo post e stavolta, grazie alla mia non operatività lavorativa (leggi: cassaintegrazione), riesco finalmente a scrivere qualcosa in merito.
Premetto che l'argomento è vasto, per cui in calce ho riportato alcuni link dove, chi lo desidera, potrà approfondire quanto da me accennato.
Come quasi tutte le feste celtiche che si festeggiano a partire dalla vigilia, Imbolc inizia, in realtà, il primo febbraio, ma viene di fatto sovrapposta alla Candelora (Candlemas nei paesi anglosassoni o Groundhog Day-Festa della Marmotta negli USA).
Imbolc (detta anche Oimelc o Imbolg) è una parola celtica la cui etimologia è controversa, ma i suoi significati rimandano tutti al senso profondo di questa festa; pare derivare da Imb-folc, cioè "grande pioggia", infatti in molti paesi celtici questo giorno è detto anche "Festa della pioggia": ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all'idea di una lustrazione che purifica dalle impurità invernali.
Oimelc, invece, significa "lattazione delle pecore", mentre Imbolg vorrebbe dire "nel sacco", inteso come "nel grembo", con riferimento simbolico al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra e con un riferimento più materiale agli agnelli che la previdenza della Natura e degli allevatori avrebbe fatto nascere all'inizio della buona stagione.
Imbolc è una delle quattro feste celtiche, insieme a
Beltane, Lughnasadh e Samhain, dette "feste del fuoco" perché l'accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale.
La Chiesa, per combattere le antiche usanze pagane, istituì processioni con candele, alle quali, a partire dall'XI secolo aggiunse la benedizione delle candele per gli altari.
Con il nome di Candelora o Candlemas (nei paesi anglosassoni) è nota la festa cristiana del 2 febbraio, denominata "Presentazione del Signore al tempio".
Ma è evidente che la nuova religione non ha potuto modificare il significato autentico della festa, un significato che è profondamente incarnato nella Natura e nello spirito umano. (cfr "Feste Pagane", Roberto Fattore, Macro Edizioni).
A proposito di tale sovrapposizione (non unica tra tutte quelle fatte dalla Chiesa per screditare e cancellare riti pagani ben più antichi della religione cristiana) è curioso notare che, mentre il detto più noto in merito alla Candelora recita così:
Quando vien la Candelora

da l'inverno sémo fóra,

ma se piove o tira vénto,

ne l'inverno semo drénto

in altre parti del mondo (ma anche nello stesso territorio italiano, come si può leggere qui) il detto è del tutto rovesciato, tant'è che, sia nella tradizione di Candlemas (da cui la Festa della Marmotta è probabilmente derivata), dove, come recita un antico poema scozzese:
As the light grows longer (quando il giorno si allunga)
The cold grows stronger (ed il freddo si fa più intenso)
If Candlemas be fair and bright (se a Candlemas il cielo sarà bello e limpido)
Winter will have another flight (l'inverno farà un altro giro)
If Candlemas be cloud and snow (se a Candlemas il cielo sarà con nuvole e neve)
Winter will be gone and not come again (l'inverno sarà finito e non tornerà di nuovo)


sia in quella, resa famosa anche dal film "Ricomincio da capo", il cui titolo originale è, appunto, "Groundhog day" (cioè, letteralmente, "Giorno della Marmotta"):
If Candlemas Day is bright and clear,
(se Candlemas è una giornata luminosa e tersa)
here'll be two winters in the year (ci saranno due inverni in un anno)
si dice esattamente il contrario.












Per la cronaca, il buon Phil, la marmotta di Punxsutawney, oggi ha previsto altre sei settimane di inverno e queste sono le sue parole:
"If you want to know next, (se vuoi sapere come andrà)
you must read my text (devi leggere le mie parole)
As the sky shines bright above me, (e siccome il sole splende sopra di me)
my shadow I see beside me. (vedo la mia ombra affianco a me)
So six more weeks of winter it will be." (quindi ci saranno altre sei settimane d'inverno).
[evviva... :-( ]

Approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Imbolc
http://www.reportonline.it/2010020140729/cultura/storia-della-festa-di-candelora-2-febbraio.html
http://ilsalottodellastrega.myblog.it/tag/candelora
http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/content.php?content.23176
http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_calend_imbolc.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Marmotta
http://www.groundhog.org/
http://www.punxsutawney.com/

martedì 26 gennaio 2010

come polvere nel vento



I close my eyes
only for a moment
and the moment's gone
all my dreams
pass before my eyes a curiosity
dust in the wind
all we are is dust in the wind

Same old song
just a drop of water
in the endless sea
all we do
crumbles to the ground
though we refuse to see
dust in the wind
all we are is dust in the wind

Now, don't hang on
nothing last forever
but the earth and sky
it slips away
and all your money
won't another minute buy

Dust in the wind
all we are is dust in the wind
dust in the wind
everything is dust in the wind

dedicato a Mamit e a tutti coloro che hanno perso una parte della loro vita, come polvere nel vento...

domenica 24 gennaio 2010

dolcezze (?) teutoniche

Prendo spunto (e gli restituisco il favore) da un vicino di blog, il buon Fabio, il cui amore per la lingua tedesca è non solo dovuto a motivi professionali, ma ad una vera e propria passione personale; e chiedo ufficialmente il suo aiuto/intervento, così come a chiunque altro conosca bene l'idioma germanico, per tradurre una misteriosa bustina di spezie che è spuntata fuori da un cassetto della cucina e della quale vorrei proprio sapere l'uso appropriato.

Ecco quindi l'integrale trascrizione della bustina in questione, riportata con estrema fatica in quanto, con questo stramaledetto mac, non sono riuscita a trovare la combinazione da tastiera per ottenere i vocali con l'umlaut, quindi ho volgarmente fatto "copia e incolla".

HONIGLEBKUCHEN
Gewürzmischung
Zutaten: Zimt, Anis, Koriander, Nelken, Orangenschalen, Zitronenschalen, Muskat, Cardamom, Piment.
Anwendung: Beutelinhalt ausreichend für 500 g Mehl.
Tipp
: Geben Sie zum Honigkuchenauflauf eine Rotweinbirne: 1/2 Liter Rotwein mit 1 Fuchs Zimtstange, 2 Fuchs Nelken ganz und 3 Esslöffel Zucker aufkochen. Abgetropfte Baby-Birne aus der Dose zugeben und 24 Stunden im Kühlschrank ziehen lassen.

Grazie ad un dizionario on line, ho tradotto gli ingredienti e capito che si tratta di un panforte al miele e spezie, con vino rosso e pere, quindi molto accattivante dal mio punto di vista, anzi, di gusto.
Ma ad un certo punto escono fuori "volpi di cannella" (???) e allora mi sa che non c'ho capito una mazza.
Poi, guardando il loro sito http://www.fuchs-gewuerze.at/, capisco che FUCHS è la marca e le volpi, per fortuna, non c'entrano nulla :-D!!!

Quindi, teutofili della rete, venite a darmi un aiuto, che magari ci scappa pure una fettina di dolce...

giovedì 21 gennaio 2010

riassunto veloce

Veloce, si: chè non c'è molto di cui valga la pena parlare.
Stamattina, finalmente e dopo settimane in cui il pensiero mi tormentava anche di notte, sotto forma di incubo, sono tornata ad Orribilandia.
Motivo ufficiale: assemblea sindacale.
Motivo ufficioso (ma più importante): recuperare le cose MIE.
Proprio come in quelle scene (viste solo nei film americani) in cui la licenziata di turno prende e mette tutto in una scatola, sotto lo sguardo compassionevole e/o invidioso dei colleghi che restano; il primo che mi viene in mente: "Una donna in carriera".

Con la sottile differenza che nel mio caso non ci sarà Harrison Ford a salvarmi la vita, economica ed affettiva. Peccato.
Per cui, oltre ad uno smagliante sorriso, dietro al quale si celava la sincera e profonda sensazione di liberazione, i colleghi hanno assistito ad una specie di testamento, in cui ho lasciato le cose d'ufficio ad uno di loro (cancelleria varia) ed ho letteralmente gettato nella spazzatura i miei appunti e la mia esperienza decennale.
Poi ho riposto con cura nella scatola alcuni oggetti personali, ricordi di chi se n'era già andato prima di me e, cosa a cui tenevo più di tutte, ho acceso il computer, ho letto la posta arretrata (più che altro spam: orribilandia è carente in tutto, specie da un punto di vista informatico) ed ho recuperato i miei quasi 50mb di immagini, pazientemente raccolte in anni ed anni di navigazione in rete e non solo, quelle con cui, durante la mia assenza dall'ufficio, donavo un po' di bellezza all'orrendo "open office", grazie al loro scorrere sul monitor del "mio" pc.
Dopodiché ho salutato chi meritava (pochi) e me ne sono andata via, caricando scatola ed un borsone in auto, chè ormai mi mancava l'aria, già pesante di suo da sempre.
Per dovere di cronaca, va detto che al momento la situazione è tutt'altro che chiara: i sindacati hanno parlato di tagli, ma solo negli uffici, senza essere in grado di dire tra quanto e in quale misura (per cui presumo che intanto fino al 20 febbraio resterò in cassaintegrazione e poi chissà).
Mi mancano i dettagli precisi in quanto sono arrivata in ritardo, in parte volutamente ed in parte a causa del ghiaccio che ho impiegato mezz'ora a togliere dall'auto.
Ma quello che ho sentito è stato sufficientemente demoralizzante ed ha purtroppo confermato i miei sospetti.
Però rimane questa sensazione di estrema leggerezza: al momento è più forte di tutto.
Forse non voglio prendere atto della situazione reale.
O forse sto già guardando avanti: e non me ne rendo ancora conto.

lunedì 11 gennaio 2010

dalla colonia (18) - benvenuti in paradiso

Immagini che parlano da sole. Qui...

riflessioni pseudomaterne

(11 gennaio 2010)
Sono contenta di non essere mamma.

Perché tra le tante cose imbarazzanti di questo mondo, dovrei cercare di spiegare ai miei figli che il successo non è quasi mai direttamente proporzionale all'intelligenza: almeno non in questi ultimi anni di proliferazioni di grandi sorelle e piccoli fratelli incoronati, di gente che, ad averla per figli, una volta ci si sarebbe vergognati come ladri: e invece oggi li si manda in televisione, per garantir loro un futuro, meglio d'una bella pensione.
Anzi, un albergo, facciamo vedere che abbondiamo...
E poi perché dovrei spiegar loro che da un lato c'è gente (pazza) come la loro mamma (io), che, nonostante la cassaintegrazione e l'incertezza economica, esce tutte le mattine, anche con la pioggia ed il freddo, per dar da mangiare ad una manciata di gatti dimenticati da dio (che non esiste, come si evince in questi frangenti) pur avendone già quattro a casa;
che, quando posteggia, cerca sempre di farlo con rispetto ed intelligenza in modo che lo spazio predisposto sia utilizzabile al meglio;
che s'intestardisce a differenziare i rifiuti, creando un'anteprima di smistamento sul terrazzo, con almeno cinque sacchetti diversi secondo la tipologia da conferire;
che quando gira in auto segnala sempre dove va, sia a sinistra, sia a destra, con gli appositi indicatori di direzione, altrimenti detti frecce;
che quando va a fare la spesa, lascia quello che non le serve dove l'ha trovato e quando è alla cassa, si sposta velocemente fuori dalla coda, per non intralciare chi viene dopo e finisce di riempire i sacchetti lontana dalla cassa.
E che, invece, dall'altro lato ci sono bastardi infami che non solo abbandonano, come cose inutili, poveri animali innocenti, ma infieriscono su di loro e sul lavoro paziente di chi li ama e cerca di proteggerli, "tanto chissenefrega, sono solo animali";
che quando posteggiano, lo fanno alla stracazzo della loro mamma vacca, mettendo l'auto come viene, "tanto chissene frega, sono gli altri che non sanno posteggiare";
che quando gettano l'immondizia e magari la campana raccoglivetro è piena, lasciano famiglie di sacchetti vari a terra, "tanto chissenefrega, li tirerà su il netturbino";
che quando guidano, la strada è la loro, quindi possono cambiare direzione quando cazzo vogliono e senza usare le frecce, "tanto chissenefrega, le frecce le usavano gli indiani; e poi quelli dietro stiano attenti a quello che faccio io, se non sanno guidare che vadano a piedi";
che quando vanno al supermercato, prima riempiono il carrello con un sacco di cose, anche discutibili; poi, ricordandosi che forse tre confezioni di gelato non ci stanno nel friser, abbandonano quella in più nel primo scaffale che capita, meglio se tra i rotoloni di carta o i sottaceti, "tanto chissenefrega c'è qualcuno che li metterà a posto, se no cosa li pagano a fare"; poi, quando arrivano alla cassa, restano nel corridoio davanti al nastro trasportatore anche quando la loro spesa è stata tutta scannerizzata dalla cassiera, invece di spostarsi in avanti; ed infine, mentre pagano, cominciano a mettere la spesa nei sacchetti con calma,"tanto chissenefrega della gente in coda, se ha fretta scelga un'altra cassa".
Ecco, proprio non saprei come far passare per naturale ed ineluttabile una realtà del genere ai miei figli.
Forse perché, a quarantun anni, non sono ancora riuscita a farla sembrare accettabile neanche a me.

domenica 10 gennaio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

anno nuovo, vita amara. e pure magra.

Il 2009, nonostante tutto, è finito relativamente bene, con l'adozione di Briciola.
La sera di Capodanno, così come già per la vigilia di Natale, è stata normale.
Cena al giapponese con il comproprietario, tanto per non lavare i piatti.

Serata veloce, avendo incontrato due amici che non vedevamo da parecchi anni, con i quali si è arrivati presto a fine serata.

Rientro alle ore 23,30, per assicurarmi che le micie, compresa Trilly in garage, non si spaventassero per i consueti botti dei consueti idioti, duri a morire.

Infatti la mezzanotte è sopraggiunta, e non me ne sono neanche accorta, mentre avevo Chloe in braccio e tentavo di togliermi trucco e lenti (cose che le gattare sanno fare benissimo tutte contemporaneamente).
Finito, gettato alle spalle.
Il 2010 è iniziato con pranzo leggero, acquistato, come per natale, in gastronomia: tre antipasti e due primi in due. Niente di esorbitante, quindi.

Per cui, a differenza di tanti che ho letto e sentito nei primi giorni del nuovo anno, non ho alcun centimetro, né chilo in più contro cui combattere.

Combatto invece contro un nuovo motivo di amarezza, come non bastassero quelli ereditati dall'anno scorso.

Il 2 gennaio, infatti, ho avuto comunicazione, a mezzo raccomandata, del prolungamento della cassaintegrazione fino al 20 febbraio 2010: ma la cosa 'splendida' è che non solo lo stipendio sarà ridotto, per effetto di tale procedura, a circa 800 euro, (che, considerando l'attuale risparmio di benzina di circa 200 euro al mese, mi fanno arrivare più o meno allo stesso salario di prima), ma non essendo - così dissero a dicembre - i nuovi padroni in grado di anticipare le paghe dei cassaintegrati, la corresponsione dell'importo spetterà direttamente all'INPS: ciò purtroppo significa che, anziché il prossimo lunedì, come per gli altri dipendenti regolarmente al lavoro, la paga di dicembre mi verrà corrisposta, che tutto vada bene, non prima di metà febbraio. Evviva...


Comunque, nonostante la mia nota intolleranza a Venezia, la quale, per una sorta di 'overloading sensoriale' mi causa SEMPRE una fastidiosa emicrania da 'forzata turistica', ieri sono riuscita ad andare alle Gallerie dell’Accademia, in occasione di una particolare esposizione (questa) che terminerà il prossimo 10 gennaio e a cui tenevo particolarmente per via d'un particolare disegno, che amo da circa 30 anni.

Insomma, una voce da cancellare dalla lista delle "cose da fare prima di morire".

A parte quanto sopra, la vita procede al solito modo, con l'imperterrita missione felina che mi vede impegnata ogni mattina e con qualunque tempo; stamattina, sotto una fastidiosa pioggia, T. ed io siamo andate alla colonia, dove purtroppo c'erano solo Eolo e Cloudy.
Abbiamo riempito velocemente la mangiatoia di cibo umido e secco e siamo sconsolatamente tornate a casa, confidando che i mici arrivassero a nutrirsi in un momento di tregua pluviale.

Che però, finora, non c’è stata.

Il che mi porta a sperare, per quanto possibile, in un miglioramento meteorologico.
Per quanto, in questo, come in altri momenti, il termine "sperare" suoni tanto come un irritante eufemismo di “farsi
volontariamente prendere per il culo dalla vita”.
Buon anno, comunque...

mercoledì 30 dicembre 2009

lunedì 28 dicembre 2009

dalla colonia (15) - un "bel" regalo di natale

Le ultime novità qui...

un appelllo importantissimo


A causa dei BOTTI di CAPODANNO MOLTI CANI e GATTI scappano dai giardini, si gettano dai balconi, rimangono impiccati con i collari ai cancelli o vengono investiti.
Ogni anno è una STRAGE DI INNOCENTI!!!

TENETELI IN CASA AL SICURO, SE LI AMATE PROTEGGETELI!!

PASSATE PAROLA A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO CANI o GATTI
GRAZIE
Chi ama la natura e gli animali preferisce il botto dello spumante