sabato 3 luglio 2010

le ultime due novità. anzi, tre...

14 giugno:
Qualcuno se n'è andato...



(il divano, non Emily, che qui lo saluta come un caro amico...)

Qualcuno è arrivato (il divano nuovo...)

e qualcuno se n'è subito impossessato...




E poi ci sono loro...


(presto altre foto aggiornate, nel frattempo i mici sono diventati più grandi e più belli che mai...)

domenica 20 giugno 2010

sfida impossibile


Trovare il lato positivo di certe giornate è difficile quanto cercare un gatto nero in una stanza buia.
Soprattutto se il gatto non c'è...

mercoledì 9 giugno 2010

orribilandia: dove eravamo e dove siamo



Nella melma, per non dire di peggio.

Dallo scorso 31 maggio la
CIG(O) è diventata CIGS. Per un altro anno.
Però, siccome
l'azienda FINGE di fare rotazione (ché a ruotare sono solo le palle dei cassaintegrati!), ogni mese arriverà un'insulsa raccomandata che indicherà di volta in volta il prolungamento del periodo di CIGS.
Bello, eh? E non è tutto, non ci facciamo mancar nulla.
All'ultima assemblea del 27 maggio i "cari" sindacati hanno parlato di incentivi che l'azienda darebbe (
condizionale quanto mai d'obbligo) a chi si fa licenziare entro il 30 giugno (7mila euro) oppure entro il 30 ottobre (4mila euro).
Peccato che quello che loro chiamano INCENTIVO altro non sia che l'importo COMUNQUE dovuto per la CIGS e che, anziché in dodici mesi, lo diano, COMUNQUE a rate, ma in dieci mesi.
Un incentivo notevole, non c'è che dire.
L'unico, per così dire, vantaggio immediato sarebbe la mobilità: ma solo se si è in trattativa per un altro posto di lavoro, giacché tale stato occupazionale comporta facilitazioni a livello contributivo al nuovo datore di lavoro.

In caso contrario, decisamente meglio restare in CIGS.
Inoltre ed infine, anche a fare due conti e calcolare a quanto ammonterebbe il TFR in caso di dimissioni (o licenziamento eventualmente concordato), anche questo importo verrà comunque corrisposto A RATE.

A completare il meraviglioso quadro, venerdì scorso è iniziata una serie di telefonate, per ora solo ai cassaintegrati, dove una dottoressa, appositamente incaricata, chiede se ti vuoi candidare per avere l'incentivo.
Come se ti regalassero un'auto, invece d'un licenziamento.
Le ho risposto che i soldi non fanno schifo a nessuno, me compresa.
E che siccome non sono in vena di far favori a nessuno, tantomeno a chi, dopo 11 anni di serio, onesto, scrupoloso e malpagato lavoro,
mi ha dato una pedata nel sedere, scegliendomi con premeditazione, non certo guardando la qualità, né il peso del mio lavoro, per ora mi tengo la mia "bella" CIGS; e che l'incentivo se lo prenda qualcun altro.
Dove, lo lascio immaginare...

domenica 6 giugno 2010

BLUSUBIANCO, settimo (e penultimo) round


Pubblicato, stavolta inspiegabilmente subito, anche il settimo racconto (e relativo incipit, a parte).
In attesa di eventuale selezione (seee...), eccolo.
Buona lettura.

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-secondo-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-terzo-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-quarto-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-quinto-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/06/blusubianco-sesto-round.html

BLUSUBIANCO, sesto round


Che però, stavolta, è stato un colpo a salve, visto che il racconto NON è stato neanche pubblicato.

Lo trascrivo qui, in attesa di commenti.
Non necessariamente positivi, sia chiaro...
Incipit in corsivo; tra parentesi il mio sottotitolo a quello assegnato dagli organizzatori del contest.
In calce i link ai racconti precedenti, compreso il quinto che non è stato selezionato (qui i prescelti per il quinto capitolo, qui quelli del sesto).

FONDERSI COL FOGLIO
(E non tornare più)
Mi dico che è il momento giusto e devo sbrigarmi. Certo, sarebbe più facile se ci fosse un foglio di carta: prenderei la penna e le parole non rimarrebbero incastrate in una vena del cervello o nella gola; scenderebbero fino alla mano, sporcherebbero il foglio, ci resterebbero attaccate con tutto quello che si portano dietro. E’ il potere della pagina bianca, credo. Ti risucchia e ti libera: è la tua possibilità di buttarti da un’altra parte.
“Allora?” mi chiede il mio editore, accendendosi una sigaretta.

“Allora niente, lurido infame!” vorrei urlargli e spazzarlo via, insieme al suo fumo schifoso.
Io ho le idee e lui guadagna. E tutto per un debito di mio padre che non è mai stato cancellato.
La mia sensibilità, le mie intuizioni: calpestate da un essere spregevole, forte dei suoi soldi e di parecchie amicizie discutibili.
“Per me sei come una figlia, Lucia” ha spesso rimarcato con un sorriso maligno e maleodorante, come se quello fosse il più bel lavoro cui potessi aspirare.
E non è neanche un lavoro, giacché non sono pagata per quello che faccio.
Sono qui perché scrivere è sempre stato il mio sogno: ma fisicamente, non al computer, con carta e penna.
Anzi, una matita, per poterla cancellare; e i resti della gomma, sparsi intorno alle mie parole, come i trucioli caduti ai piedi di mio nonno, quando, avvolta dal profumo di resine misteriose, nascosta in quella dimensione segreta che solo noi conoscevamo, m’incantavo a guardarlo, mentre un’anonima asse di legno prendeva magicamente forma, seguendo i suoi pensieri.
Avevo sempre un blocchetto, dove scrivevo e disegnavo quello che mi veniva in mente, e una matita, rossa e piatta, con la punta fatta a mano.
Li vorrei qui, ora, per scrivere quanto odio quest’orco che mi tiene schiava, disegnare una finestra di parole in cui fuggire e liberarmi per sempre di lui.
Lui che, nello spazio percorso dai miei pensieri, ha già acceso e spento tre sigarette: io, muta e bloccata nel mio rifugio mentale, senza che un’idea riesca a scendermi fino alla punta delle dita.
“Se non mi consegni nulla, dovrò lasciarti a casa, sai? Sono molti quelli che vorrebbero essere al tuo posto, sai?” continua a farfugliare, tra una boccata giallastra e l’altra.
Ma io non lo sento più: le sue parole sono confuse e ovattate come quelle di chi parla di là da un muro, mescolate ai suoni indistinti d’un televisore acceso.
Mi alzo, di scatto. Sul suo brutto viso sudato passa un’evidente espressione di stupore contrariato, l’ombra improvvisa d’una nuvola sotto il sole.
“Allora? Niente!” gli rispondo, “E’ finita!”.
Sorrido veloce, attirata da una finestra aperta in fondo alla stanza: una luce attraverso il buio, la libertà dalla gabbia, la fine di un incubo che puzza di nicotina.
Nessuno s’accorge di nulla: tutti troppo impegnati, incatenati al maligno potere di questo maledetto posto.
Non tolgo neanche le scarpe, salgo su una sedia appoggiata al muro, una mano sul balcone, uno slancio: e in un attimo volo, nel vuoto.
La luce è bianca, io sono bianca. Nonno, arrivo…

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martedì 25 maggio 2010

BLUSUBIANCO, quinto round


Pubblicato ieri, nel tardo pomeriggio, anche il mio quinto racconto; la selezione, come sempre avverrà entro la mezzanotte di stasera.
Questo il riepilogo dei capitoli precedenti:
- primo racconto, comprensivo di incipit (che termina alla parola "comodino"), racconti selezionati per il primo capitolo;
- secondo racconto, comprensivo di incipit (che termina alla parola "bene"), racconti selezionati per il secondo capitolo;
- terzo racconto, incipit, racconti selezionati per il terzo capitolo;
- quarto racconto, incipit e racconti selezionati per il quarto capitolo.
Buona (ri)lettura.

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-secondo-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-terzo-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-quarto-round.html

lunedì 24 maggio 2010

tornate indietro, quando potete...


Lost!

Just because I'm losing

Doesn't mean I'm lost

Doesn't mean I've stopped

Doesn't mean I'm across

Just because I'm hurting
Doesn't mean I'm hurt
Doesn't mean I didn't get what I deserved
No better and no worse

I just got lost
Every river that I tried to cross
Every door I ever tried was locked

Oh and I'm just waiting 'til the shine wears off


You might be a big fish

In a little pond

Doesn't mean you've won

'Cause along will come

A bigger one


And you'll be lost

Every river that you tried to cross

Every gun you ever held went off
Oh and I'm just waiting 'til the firing's stopped

Oh and I'm just waiting 'til the shine wears off


Oh and I'm just waiting 'til the shine wears off
Oh and I'm just waiting 'til the shine wears off
(Coldplay "Viva La Vida Or Death And All His Friends")

domenica 16 maggio 2010

perplessità

Un mese fa la nostra piccola Casper è volata sul Ponte


E ieri il dolce Nano di Mamit l'ha seguita.

Mi è molto difficile accettare che cose di questo genere siano parte di un presunto disegno divino.
E se è così, allora dio torni a scuola.
Perché fa proprio dei disegni di merda...



"Catch the wheel that breaks the butterfly
I cried the rain that fills the ocean wide
I tried to talk with god to no avail
Calling him in and out of nowhere
Said if you won't save me,
Please don't waste my time..."

venerdì 14 maggio 2010

dalla colonia (29): mamme gatte crescono

Tra lampi e scrosci di pioggia, le nostre mamme gatte proseguono il loro cammino...

BLUSUBIANCO, quarto round



Anche il mio quarto racconto è stato pubblicato ed attende eventuale selezione che, come di consueto, avverrà entro mercoledì prossimo, prima dell'invio del quinto incipit.
Come la volta precedente, il link riporta al solo racconto. L'incipit del quarto capitolo è, infatti, questo.
Primo, secondo e terzo racconto sono stati pubblicati, ma non selezionati.
Qui i racconti scelti per il primo capitolo; qui quelli per il secondo e qui quelli per il terzo.

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-secondo-round.html
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/05/blusubianco-terzo-round.html

lunedì 10 maggio 2010

Eroi moderni

Da ascoltare e riascoltare, come un mantra, in cui ritrovare la propria identità...


venerdì 7 maggio 2010

that's what CATS are for...



... per ricordarmi che, oltre ai fallimenti, all'amarezza ed allo sconforto, per fortuna, ogni tanto, c'è qualche soddisfazione...

mercoledì 5 maggio 2010

BLUSUBIANCO, terzo round


Ed ecco il mio terzo racconto, pubblicato e in attesa di selezione che avverrà entro mercoledì prossimo, prima dell'invio del quarto incipit.
Questa volta ho inviato solo il mio racconto. L'incipit del terzo capitolo è questo.
Il primo ed il secondo racconto sono stati pubblicati, ma non selezionati.
Qui i racconti scelti per il primo capitolo; qui quelli del secondo.
E avanti...

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-secondo-round.html

domenica 2 maggio 2010

un tentativo di dolcezza

TORTA AL CIOCCOLATO E PERE
(dal libro "365 ricette per la macchina del pane")


Ingredienti:
400 gr di pere pulite a fette, 3 uova, 100 gr di burro morbido, 180 gr di zucchero, 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere, 100 gr di cioccolato fondente tritato (N.d.Z.: a coltello), 230 gr di farina bianca 00, 70 gr di fecola di patate, 1 pizzico di sale, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito per dolci.
Facoltativo: 1 cucchiaio di cannella in polvere (che tra cioccolato e pere ci sta a meraviglia) e, se non si usa la mdp per realizzare la torta, un po' di latte (a occhio).


Mescolare tutto, aggiungendo un po' di latte (l'impasto è un po' duro se non si usa la macchina del pane), versare in uno stampo (ho usato quello da plum cake da 30cm, penso vada bene anche una tortiera diam. 26cm) e mettere in forno a 200° per circa 30 minuti.
Controllare la cottura con lo stuzzicadenti, procedura indispensabile per me che ho un forno di m..da che non funziona bene (e non è l'unico, in questa casa...).
Questo è il mio risultato:

come si vede, s'è "crepato" un po' nel mezzo, quindi, essendo io totalmente estranea alle malizie culinarie, attendo ed accetto consigli (Sarahhhhhhh....).


Tagliato a metà per facilitarne la conservazione in frigo...


Foto ravvicinata che evidenzia la consistenza irregolare data da cioccolato e pere a pezzi.
Messa in frigo, la torta si indurisce ed assomiglia quasi ad un brownie.
Aspetto discutibile a parte, è BUONISSIMA, soprattutto la mattina, con il caffè amaro, prima di inziare un'altra giornata.
Amara, ovviamente.

dalla colonia (28): mamme... al volo

Finalmente. In attesa di vedere i piccolini, le quattro mamme presenti...

giovedì 29 aprile 2010

BLUSUBIANCO, secondo round



Ecco il mio secondo racconto, pubblicato e in attesa di selezione che avverrà entro mercoledì prossimo, prima dell'invio del terzo incipit.
Il primo racconto è stato pubblicato, ma non selezionato.
Qui i racconti scelti per il primo capitolo.
Ma, intanto, scrivo...

Link precedenti:
http://nonsolocats.blogspot.com/2010/04/blusubianco-primo-round.html

lunedì 26 aprile 2010

giorni e numeri


15400: i giorni trascorsi da quando sono nata.
1258: i giorni passati dall'ultima volta che mi sono sentita DAVVERO felice.
115: giorni trascorsi dall'inizio dell'anno.
10: i giorni passati da quando ho perso, ancora, qualcuno a cui volevo bene.
6: i giorni che mancano alla fine della cassaintegrazione.
Poi, a orribilandia piacendo, o sarà cassaintegrazione straordinaria o mobilità.
In ogni caso, fino ad oggi nessuno s'è fatto sentire.
Non mi resta che aspettare il verdetto.
Quasi fossi colpevole di qualcosa...

Aggiornamento 29 aprile 2010: ho appena ricevuto l'ennesima raccomandata aziendale. La CIG è prolungata fino al 29 maggio.
E poi? Lo scopriremo solo vivendo.
Ammesso che questo, dico io, sia vivere...

lunedì 19 aprile 2010

dalla colonia (27): un momento per nascere ed uno per morire

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
(Ecclesiaste)

giovedì 15 aprile 2010

Ciao Raimondo...

Addio Vianello, signore dello humour
La sua carriera era iniziata con il teatro di rivista, poi il cinema con Tognazzi
Raimondo Vianello con la moglie Sandra Mondaini
Raimondo Vianello con la moglie Sandra Mondaini
MILANO - E' morto Raimondo Vianello, attore e conduttore televisivo che con la moglie Sandra Mondaini è stato uno dei volti più noti della tv italiana. Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni. Il decesso è avvenuto alle sette meno dieci all'ospedale San Raffaele di Milano per l'aggravarsi delle sue condizioni fisiche. I funerali si svolgeranno molto probabilmente sabato alle 11 nella chiesa di Milano Due, il quartiere dove viveva. La notizia della sua morte ha subito suscitato emozione e cordoglio, non solo nel mondo dello spettacolo.
LA CARRIERA - La sua carriera professionale era iniziata con il teatro di rivista subito dopo la guerra, un'esperienza che lo aveva segnato (bersagliere che aveva aderito alla Repubblica di Salò, era poi stato detenuto nel campo di concentramento alleato di Coltano insieme al poeta statunitense Ezra Pound e ad altri futuri volti del cinema come Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Luciano Salce). Negli anni Cinquanta aveva iniziato a dedicarsi al cinema e aveva recitato al fianco di attori celebri quali Totò e Ugo Tognazzi. E proprio con quest'ultimo ha scoperto la tv nel programma Un, due tre, che gli ha conferito grande notorietà. Nel 1962 si è sposato con Sandra Mondaini e con lei ha dato vita a una delle coppie inossidabili della commedia italiana. Da quel momento le loro carriere sono andate avanti in maniera indissolubile, salvo alcune esperienze individuali. Con lei ha condotto tra gli anni Settanta e Ottanta alcuni varietà sulla Rai, tra cui Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi... no, Io e la befana il quiz Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo.

Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello Addio a Raimondo Vianello

IL PASSAGGIO A MEDIASET - Negli ultimi vent'anni Raimondo Vianello è stato uno dei volti di Canale 5 e in coppia con la moglie ha dato vita, tra l'altro, alle sit-com «Casa Vianello» (che nella definizione di Aldo Grasso «è stata una delle poche seconde case a disposizione di tutti, una sorta di multiproprietà gratuita»), «Cascina Vianello» e «Crociera Vianello». Grande appassionato di sport (anche nelle sit-com è spesso rappresentato con la Gazzetta tra le mani) è stato anche conduttore di «Pressing», la risposta di Mediaset alla Domenica Sportiva.
SUL PALCO DI SANREMO - Vianello aveva anche condotto il Festival di Sanremo del 1998, creando uno dei primi casi di volto Mediaset sugli schermi Rai. E alla presentazione, nel tempio della canzone popolare, non aveva avuto remore nel far sapere che «a me piace la musica classica, la lirica». La sua prima volta a Sanremo era stata negli anni '60, con Tognazzi, per uno sketch che fu poi cancellato. La seconda a Sanremo Giovani: «Andai per la ricerca sul cancro - spiegò l'attore - Raccontai che ero malato anch'io. Si sono divertiti molto». Sanremo '98 era stata anche l'occasione per tornare in Rai ad oltre vent'anni da Stasera niente di nuovo. Quella resta una delle conduzioni più gradite dal pubblico e una tra le più insolite nella storia di Sanremo, con un Vianello grande comedien, elegante e sornione, capace di gestire con disinvoltura le sue vallette, la bellissima top model Eva Herzigova e l'attrice comica Veronica Pivetti. Neanche il bacio di Madonna riuscì a farlo scomporre.

sabato 3 aprile 2010

un po' di bellezza felina

Gatte al sole: tra dèi ci si capisce...



Emily soprintende...


Priscilla fa la statua...


e poi si gode il sole di primavera...


"ma tanto la più bella sono io, meowww..."

Intanto c'è chi ronfa...

e si fa coccolare...


e chi approfitta dell'assenza degli altri per stragattarsi nel lettone...