lunedì 22 settembre 2008

novità (con foto)

(vedi post precedente...)

Arrivi... :-)


















Partenze... :-D














E creazioni (ancora da cuocere....)















Tutto questo per spiegare perchè manco da un po', con gli imprevisti che invece non mancano mai (come il computer che ieri non caricava le foto >:-(...).
Buona notte, a domani.
Forse...

domenica 21 settembre 2008

novità

Arrivi...
Partenze...
Creazioni...

E graditissimi ritorni...

E appena riuscirò a prelevare le foto >:-( tutto sarà più chiaro...

venerdì 5 settembre 2008

innegabile artisticità felina

Uno dei tantissimi motivi che mi fa amare i gatti è la loro 'capacità artistica'.
Non nel senso che sappiano dipingere o disegnare, attività apparentemente preclusa loro per il fatto di non poter impugnare una matita o tanto meno un pennello, anche se sono numerosi gli episodi in cui Tommy saltava sul tavolo mentre scrivevo e posava una delle zampe anteriori sul foglio, come per aiutarmi a trattenere l'ispirazione; o quelli in cui Emily viene a soprintendere i miei momenti creativi, soprattutto se si tratta di impiegare oggetti che facciano rumore come perline oppure nastri e fili di varie tonalità.
Piuttosto per come un gatto riesca a rendere bello qualunque ambiente, interno od esterno che sia, completandone le lacune ed affinandone l'insieme visivo.
Con un termine riduttivo, ma suffcientemente chiaro, potrei dire che, per me, i gatti fanno 'arredamento'; ed il bello è che ogni volta cambiano, non sono statici, nè monotoni come un qualunque oggetto volto a completare od abbellire una stanza o una casa intera.

Non sono certo la prima a notare e sottolineare quanti artisti, viventi o passati tra i più, abbiano tratto ispirazione e creato, in qualunque modo ad essi congeniale, grazie ad uno o più gatti.
Per non parlare della speciale affinità che lega i gatti alla musica, con episodi al limite del paranormale che lasciano esterrefatta anche la persona meno catofila del mondo (noi catofili siamo di parte, per cui il nostro parere non può considerarsi obiettivo ;-D).

A supporto della mia tesi, ecco, quindi, Emily, salita sull'asse da stiro e catturata fotograficamente prima di saltare giù; un'immagine che mi ricorda molto le opere di Vermeer... :-)



martedì 26 agosto 2008

in memoria

Un anno fa il giorno più brutto della mia vita.
Una ferita, straziante, tra cuore ed anima, che non si è più rimarginata.
Anzi.
Un vuoto incolmabile, che niente e nessuno potrà riempire.

Ringrazio la mia Emily, piccola, dolce amica di zampa; troppo piccola per meritare di sopportare il peso di tanto dolore, eppure splendida, tenera, "responsabile" e matura, molto più di tanti bipedi, incapaci di comprendere cosa significhi perdere un animale che ti ha donato tutto il meglio di sé per undici anni.
Undici anni spazzati di colpo: tanti, troppi per poterli dimenticare.
E infatti non li ho dimenticati; quello che vorrei cancellare è il peso del vuoto lasciato dal dolore.

So che sei con me, amore mio, stanotte m'è sembrato di sentirti saltare sul letto.
E chissà, forse c'eri davvero, a tenermi compagnia.

Mi manchi tanto, dolce tesoro, mio per sempre ed unico: Tommy...

venerdì 22 agosto 2008

il dolore creativo

N.B. avevo pensato di scrivere questo post ieri.
Poi, quando ho letto queste due tristi notizie, ho spento il computer ed ho cercato di spegnere anche i pensieri, ulteriormente appesantiti e resi amari da quanto era appena accaduto a due persone così speciali, sensibili e, di certo, non meritevoli di altro dolore.
[Respiro profondo...]

Quindi, oggi vorrei dedicare a loro e a tutte le persone che, come me, cercano da tanto (troppo?) tempo di dare un senso alla propria vita, soprattutto nei momenti di profondo sconforto, quando ogni sforzo per andare avanti sembra produrre solo l'effetto di farti affondare e tornare indietro, qualcosa di "artistico", scaturito dalla volontà, per quanto duramente messa a prova, di uscire dal pozzo dell'amarezza, attraverso la creazione di qualcosa di nuovo; una specie di purificazione dell'anima, una ventata d'aria fresca che scuota i pensieri tristi e li faccia volar via come fogli di carta velina, una finestra spalancata in un giorno di sole e di vento che sa di mare e di speranza.
Si parte con qualche maglietta di cotone, un bel po' di spago, una confezione di colorante per tessuti, un chilo di sale grosso ed una lavatrice, possibilmente funzionante :-).
Il procedimento che illustrerò si chiama "tie and dye", che si può tradurre "stringi e tingi"; ironicamente, le due parole suonano uguali a "tie and die" che invece significa "stringi e muori", il che mi fa pensare alla voglia di strangolare il dolore per ucciderlo e mandarlo via da dentro di noi; o, molto più tristemente, alla soluzione estrema cui qualcuno decide d'arrivare in certi momenti molto bui della propria esistenza :-(
Ma, per fortuna, non è il mio caso.


Le tecniche per legare o annodare le maglie od i tessuti da tingere sono molteplici ed ognuna dà risultati differenti: ovviamente l'esito sarà diverso se la maglia è già colorata oppure è bianca.
Ho utilizzato magliette che erano già state tinte con la stessa tecnica qualche anno fa: il colore finale non mi piaceva, così ho deciso di tentare di nuovo; inoltre ho provato con una turchese.
Si possono effettuare nodi prendendo solo una parte di stoffa e utilizzando lo spago per più "livelli" oppure piegare interamente il tessuto e legarlo in senso verticale od orizzontale fino ad ottenere una specie di "salame".




















Le foto dovrebbero render meglio l'idea di quanto ho cercato di spiegare :-[

Finita la faticosa [e dolorosa, come le foto delle mie dita dimostrano]
























fase dell'annodamento, si seguono le istruzioni per la tintura come da istruzioni allegate nella scatoletta contenente il materiale necessario, si aggiungono gli indumenti da tingere e si aspetta che la lavatrice abbia finito il primo turno, alla temperatura di 60°C, il che richiede che i tessuti siano resistenti ed in fibre naturali come cotone, lino e viscosa. NON si mette il detersivo, in quanto il lavaggio avverrà dopo che la fase di tintura sarà terminata.

Alla fine del procedimento di tintura, si tirano fuori gli indumenti dalla lavatrice e si procede con il taglio dello spago.
Per me questo è il momento più bello, perchè finchè i nodi non sono sciolti non si può sapere come sarà il risultato finale; e ad ogni pezzo di spago che viene tagliato, mentre il tessuto si libera e si srotola, rivelando colori e sfumature inimmaginabili, mi piace pensare che vengano dissolti, uno ad uno, anche quelli che stringono l'anima , lasciandola di nuovo libera di aprirsi, respirare e rivelare la sua vera natura, senza confini, né restrizioni.

Tagliati tutti i nodi, si mettono nuovamente gli indumenti in lavatrice e si lavano alla stessa temperatura della fase precedente.

Finita anche la fase di lavaggio, si procede con lo stendere normalmente gli indumenti tinti.

Ed ecco qui il risultato della mia "creazione".



























Buon "arcobaleno" a tuttE ...


giovedì 21 agosto 2008

arrivederci, piccole :,-(

Tessi di Patt















(Pall)Etta
di Mamit, Nonit e Pupina















... non ho parole, solo tante lacrime ...

venerdì 15 agosto 2008

alla ricerca della dolcezza perduta

Da qualche giorno sto cercando di distrarmi dalla recente, ennesima ventata d'amarezza, in vari modi, possibilmente non dannosi per la mia salute (soprattutto quella mentale, più precaria d'un lavoratore a tempo determinato :-/).
E allora, proprio ieri, ho assaggiato una miniporzione di uno splendido e leggerissimo dolce: una specie di cheesecake, tanto delizioso, quanto evanescente, al punto da far quasi credere d'esser perfino poco calorico: ed il merito di tale creazione va al solito gastronomo di fiducia.
Ebbene si, ne ho uno anch'io; anzi, ce l'ha il convivente, che, da sempre, si occupa delle mansioni culinarie, mentre a me spetta l'ingrato (e quasi mai riconosciuto) compito di pulire e sistemare la cucina a fine "spettacolo".

Incuriosita dalla consistenza del suddetto dolce, ho cercato di capire (si, certo :-|) quale ne fosse la composizione e, digitando le parole "dolci + albume + neve + panna", ho trovato, tra i primi risultati, due siti molto interessanti, perfino per me che, come ho già detto altre volte, non so cucinare davvero (non come qualcuna che lo dice e, invece, poi, sfodera ricette come questa, tanto per citare la più recente).

Il primo è questo, "i dolci di Paola": le ricette sembrano facili e almeno c'è il vantaggio di poterlo leggere senza ingrassare :-/

Il secondo, lontano da me forse anche più del primo, in quanto riguarda due aspetti della vita umana cui sono alquanto estranea, non tanto per scelta, quanto per evidente mancanza di capacità e dotazione "genetica", è questo blog di "Scienza in cucina", curioso e divertente nel far scoprire aspetti che vanno al di là del "semplice" cucinare, affrontando l'arte culinaria ed i suoi misteri con criterio scientifico ed esaurienti spiegazioni che, però, non corrono mai il rischio di annoiare.

Insomma, ce la sto mettendo tutta.
Ora vado a lavare i piatti, chè quello ancora mi riesce bene :-P

Buon ferragosto, a chi lo festeggia; agli altri, cui non importa granché della ricorrenza, come alla scrivente, da sempre allergica alle "feste comandate", buona lettura.

lunedì 11 agosto 2008

Tigro & Tigra: aggiornamento

I due piccolini stanno bene.














L'esame coprologico ha dato esito negativo, il che, in questi casi, è un'ottima notizia e significa che la coccidiosi è stata sconfitta ed ora sono guariti.

Stamattina ultimo scrupoloso controllo dal veterinario, per verificare che sia tutto a posto e per dare una calmata alla mia ansia da separazione :-(

Nel frattempo loro riposano, in attesa di conoscere la loro nuova e, spero, definitiva casa.













Invece io conto le ore che mi restano prima di vederli andare via; è stato bello avere la casa "piena" di gatti, dopo il vuoto lasciato da Tommy quasi un anno fa e nonostante la mia piccolina splendida abbia fatto tutto il possibile per non farmi sentire troppo sola.
Mentirei se dicessi di non aver sperato di poterli tenere con me.

Con i gatti è così, almeno per chi li ama: ognuno di loro è unico e non si finisce mai di desiderarli, apprezzarli e volerne tanti intorno.
Forse perché ognuno di loro aiuta a mettere una pezza di colore diverso ai tanti, troppi strappi dell'anima.
O forse semplicemente perché chi lascia entrare un gatto nel proprio cuore, poi, non può più farne a meno.
Una sorta di "felinodipendenza", curabile solo con fusa, miagolii e tutto ciò che solo un gatto può donare.

Per fortuna, al mio ritorno a casa, ci sarà chi mi farà sorridere :'-)

domenica 10 agosto 2008

finalmente un buon anniversario

Oggi sono sette anni che Lory è entrata a far parte della mia vita.


















Anzi, della nostra, visto che da quel lontano 10 agosto 2001 è rimasta a casa dei miei.
Arrivata come una stella cadente, nel giorno di San Lorenzo; inevitabile darti questo nome, come per evocare in te tutti i nostri desideri più profondi e coltivare una speranza in più che alcuni di essi potessero avverarsi.

Grazie, Lory, per la tua presenza felina e particolare; vorrei darti un sacco di baci, ma so che non me lo lascerai mai fare, perchè sei ostinatamente ed orgogliosamente schiva, tranne quando ti fa comodo.
Gatta, appunto :-)

domenica 3 agosto 2008

per veri amanti degli animali

Queste due meraviglie cercano qualcuno che li ami e li rispetti.
Si chiamano Tigro





































e Tigra






































hanno circa due mesi e mezzo, presumibilmente sono nati verso fine maggio e sono gli unici superstiti d'una cucciolata sfortunatissima di sei gattini, due dei quali lasciati morire di fame nei pressi d'un (fottuto) ristorante (di merda) e gli altri due finiti a far parte dell'asfalto >:-(

Sono stati vaccinati e sverminati, ora sono in cura da una settimana per la coccidiosi ed il prossimo sabato saprò se sono guariti.
Cerco affidatari non troppo lontani da me, anche per poter mantenere un contatto dopo l'adozione.

Se qualcuno conosce un essere umano che corrisponda alle mie aspettative, mi scriva via mail (vedi indirizzo nel box "Visualizza il mio profilo completo").

O almeno incroci le dita (e le code) affinché questi piccoli gioielli splendidi trovino casa ed amore come meritano (tutti gli animali, non solo i gatti).

Grazie

chiuso per ferie?

Assolutamente no.
Quest'anno le ferie, nel senso di "andare via", non esistono per me.

Sarò a casa dal lavoro dal 9 al 24, ma resterò sempre qui.
Troppa la stanchezza e minime le possibilità di spostarsi, per vari motivi, anche economici.

E poi il caldo, che mi deprime più della nebbia a novembre.

E poi più d'un mese di impegno con loro (unica novità significativa di quest'ultimo periodo), alla ricerca di un senso di utilità, perso nelle anse faticose della vita; un impegno nel vero senso della parola, con poche soddisfazioni e tanta fatica, molte lacrime, tanto dolore per una realtà che credevo di conoscere ed è molto peggio di quanto pensassi.

E poi la connessione ad internet che, chissà perché, quando sento che potrei scrivere, è lenta, si blocca, è praticamente ferma.
Peggio delle auto in coda per l'esodo (ma chi glielo fa fare?) di questi giorni.

E poi l'amarezza, la mia onnipresente inquilina dell'anima, che non vuol sapere d'andarsene, più recidiva d'un'ulcera duodenale, più fastidiosa d'un'infestazione parassitaria, pesante e cattiva come un gomito sul cuore, che blocca il respiro ed ogni minimo tentativo di riprendere a sperare.

Ma, a parte questo, sto bene...

venerdì 30 maggio 2008

un compleanno speciale

oggi avresti compiuto dodici anni...




















ciao tesoro mio, mi manchi tanto :'-)

domenica 11 maggio 2008

istanti di natura intorno a me

In questo periodo l'amarezza è una costante, come la gravità, che appesantisce ogni passo.
Un' inquilina refrattaria dell'anima.
Un'abituale e scomoda frequentatrice dei miei pensieri.






















Ma, almeno, mi resta il conforto della bellezza della natura.

"when the world is running down,
you make the best of what's still around"
(Police, Zenyatta Mondatta, 1980)

martedì 6 maggio 2008

arrivederci, dolce piratino rosso

... sono senza parole ... :'-(

un abbraccio forte a Vale ...

Aggiornamento 10 maggio 2008:
Leggete le ultime notizie, credo ne valga assolutamente la pena; anche se Attila ormai è sul Ponte, possiamo continuare ad aiutare qualcuno che potrebbe avere bisogno di cure costose e non poterselo permettere.
Grazie anche da parte mia a coloro che hanno contribuito, il nostro aiuto è stato molto prezioso.
Che la Dea Bastet e la Grande Madre proteggano tutti coloro che amano i gatti, gli animali e la vita in generale, rispettandone ogni forma vivente, indipendentemente dal numero di "zampe" :'-)

lunedì 7 aprile 2008

a tutte le gattare in ascolto

Sono incappata in questo appello per caso, ho letto tutto con molta attenzione (e pianto anche di più).









Il mio cuore di zia gattara non può ignorare affatto questa richiesta d'aiuto, per cui vi chiedo solo di fare un salto a leggere la storia di Attila e, se possibile, di aiutarlo a guarire.
Grazie, sniff :'-|

domenica 6 aprile 2008

l'unione (baffuta) fa la forza

Codine e zampette incrociate per questa piccola meraviglia felina,










sperando non sia troppo tardi :-( ...

AGGIORNAMENTO di oggi 7 aprile 2008
La baffuta in questione (Tessi di Patt) sta bene, si è ripresa ed ha fatto impazzire la sua umana per tutto il weekend :-)
Ringrazio la Grande Madre e la Dea Bastet che in queste 48 ore si sono sorbite le mie preghiere lacrimose... =^-^=

sabato 5 aprile 2008

un nuovo blogger

Lui dice di no, ma è bravo sia a disegnare, sia a dipingere, sia (e soprattutto) a cogliere l'essenziale semplicità della vita di tutti i giorni, le piccole cose notevoli che riescono, nonostante tutto, a dare ancora un barlume di speranza che la bellezza esista ancora in questo mondo, non solo negli occhi di chi la contempla, quanto in quelli di chi la sa cercare.

sabato 15 marzo 2008

nostalgia del piffero (o meglio, del flauto)

Avevo undici anni e frequentavo la prima media quando l'insegnante di musica ci fece acquistare il flauto dolce; si chiamava "aulos", era marrone scuro con alcune parti color crema chiaro e, se all'epoca fossi stata già a dieta, l'avrei certamente paragonato ad un delizioso cremino di cioccolata bicolore.










A quei tempi il mio libro di musica conteneva brani pressocchè immortali e da sempre sinonimo dei primi studi scolastici; se non erro il primo tra questi fu "Jingle Bells", quantomai adatto per il tempo che intercorreva tra l'apprendimento del pezzo e le feste natalizie durante le quali, ognuno di noi, piccoli neofiti musicanti, avrebbe, più o meno, stupito i parenti con l'esibizione di quanto imparato a scuola.
Ricordo, poi, altri pezzi, più impegnativi, ma altrettanto piacevoli, alcuni dei quali eseguiti a più voci, come il secondo movimento della Settima di Beethoven (ancora oggi uno dei brani classici a me più cari, in grado di scatenare fortissime emozioni); delicate armonie come "La ninna nanna del cavallino", musicata da Renato Rascel; la "Piccola Serenata Notturna" di Mozart che mi fece appassionare alla musica classica più "famosa", grazie anche alla mia breve esperienza di danza classica, conclusa proprio all'inizio delle scuole medie; la "Sinfonia k 44" (o era la "45"?) , sempre di Mozart, ed altri brani famosi, semplificati ed adattati all'esecuzione scolastica.
Poi, in seconda media, al flauto è subentrò la chitarra classica, che studiai per circa due anni, per poi abbandonarla definitivamente in nome e per "colpa" di studi sempre più impegnativi che lasciavano poco tempo a quello della musica.
Quella chitarra, oggi, riposa in un armadio, morbidamente avvolta da giacche e cappotti; del flauto, invece, non ho più notizie; probabilmente lo prestai a mio fratello per lo stesso percorso scolastico, ma, poi, non saprei dire che fine abbia fatto.

Ma perchè, dunque, la nostalgia del titolo?
Perchè dallo scorso settembre il figlio dei vicini, frequentando la prima media, ha avuto in dotazione un flauto, di cui non ho verificato il modello, ma del quale mi sorbisco stoicamente le esecuzioni non proprio eccezionali.
Ma, pazienza, non tutti sono dotati di senso e predisposizione musicale, e va bene.

Quello che più mi rattrista è il repertorio; si, perchè se l'immancabile "Jingle Bells" ha "deliziato" le mie orecchie fino a due mesi fa (e meno male che non esistono canzonette pasquali!), i brani cui mi capita, mio malgrado, di assistere, spaziano da "The Lion Sleeps Tonight" all'Inno di Mameli, da "Bella" di Jovanotti ad una, a dir poco, irriverente versione di "Yellow Submarine" (che i Beatles ci perdonino!): tutte eseguite, inutile dirlo, con inesorabile mancanza di senso ritmico, tra note stropicciate e stiracchiate come panni rimasti troppo a lungo nella lavatrice.

Anche per questo motivo sono essere fiera di non aver voluto intraprendere la strada della maternità, bensi quella della "gattara": così, se un giorno, alla fine di questa vita terrena, dovessi incontrare Mozart, Mameli, John Lennon o Beethoven, almeno non avranno niente di cui lamentarsi con me...