lunedì 25 luglio 2011

l'arcobaleno perduto

Sono una cassaintegrata, con la data di scadenza, come lo yogurt.
Infatti, in questi ultimi anni mi sono inacidita, parecchio.
E sono quattro anni, ormai, che la vita mi regala generosamente dolori; alcuni utili, altri di cui, sinceramente, avrei fatto volentieri a meno.
Sì, perché il dolore, come dice chi ne sa, aiuta a crescere.
Ma non sempre.
A volte è solo una macchia, nell'anima.
E nella mia ce ne sono tante: così, pian piano, s'è ingrigita.
Ma penso che, all'inizio, doveva essere un arcobaleno: puri colori e nient'altro.
E se tutti i colori, secondo il caro Newton, dovrebbero dare il bianco, qui mi sa tanto che qualcosa è andato storto.
Infatti, se ci si prova, quel disco con tutti i colori non dà mai il bianco, è solo una teoria per barbosi fisici che non hanno niente di meglio cui pensare.
Per me quel disco ha girato tanto che alla fine è uscito il grigio, quello della mia anima, appunto: stanca, logora ed appassita da tutte quelle prove.
Non so se arriverà mai una luce nuova, pulita, forte, a rimettere tutto a posto.
Una luce in fondo al tunnel.
Ma che non sia un treno, per favore...

3 commenti:

silvia16 ha detto...

ciao,mi piace molto il tuo blog,molto !mi son aggiunta tra i sostenitori cosi' ti seguirò più facilmente:)

ziamaina ha detto...

Grazie Silvia e benvenuta, anche se ultimamente le cose che scrivo non sono molto "allegre"...

Paola dei gatti ha detto...

maina, dal tunnel si esce sempre, volenti o nolenti, he poi la luce sia più o meno crristallina è un altro paio di maniche