mercoledì 31 marzo 2010

domenica 21 marzo 2010

al peggio non c'è mai limite

E l'aspetto più grave è che a star male sono quelli che hanno già sofferto troppo.
I frantumati, appunto.
Quelli che s'attaccano alla vita con i denti e ricevono solo calci nello stomaco.
E qui non si tratta di fatalità, d'un destino avverso, d'un terremoto imprevedibile che spazza via i sacrifici d'una vita e contro cui poco si può fare, se non cercare la forza di ricominciare da ciò che resta, SE resta qualcosa.
Qui si tratta della malvagità, inutile e dannosa, di esseri indegni d'esser chiamati "umani", d'individui meschini e gretti, capaci solo di invidiare chi, nonostante i calci e gli sputi in faccia che prende, ama la vita, e di distruggerne i pazienti segni d'amore che semina nel mondo.
Anche per questo non credo alla raccolta di fondi contro la fame nel mondo o altre nobilissime cause: perché, a dispetto degli sforzi sovrumani di chi dà la vita per cercare di salvare quella altrui, per contro c'è sempre una massa infame e prepotente che non vuole sopravvivenza degli altri; figurarsi la loro felicità.
Ma non mi arrendo.
Il rispetto della vita è, per me, un dovere: prima di tutto verso me stessa.
Anche se oggi sento dentro solo vuoto e buio.
E NON lo merito.
Il motivo di questo sfogo? Eccolo qui.

giovedì 11 marzo 2010

frammenti di vita

Come recita un aforisma (?), "la vita è come un albero di Natale: c'è sempre qualcuno (o qualcosa) che ti rompe le palle".
Ma com'è che ho l'amara impressione capiti sempre a quelli che già sono frantumati da anni?

lunedì 8 marzo 2010

qualcosa da portarsi dentro

Per tutti quelli che sono cresciuti, comunque bene, ascoltando le sigle dei cartoni animati, quando la televisione sapeva regalare ancora la magia...

domenica 7 marzo 2010

il mio mito letterario

Avrei potuto commemorare con un giro sul Lago di Como.
E di certo non per cercare Clooney e quell'altra...

sabato 6 marzo 2010

una consolante conferma

Striscia la notizia del 04 marzo 2010.
L'inviato Moreno Morello va a sbugiardare i bufalari dai quali sono elegantemente fuggita qualche tempo fa (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_03_more4.flv)
Posso dire "Io c'ero".
E magari ora penseranno io sia stata la spia che gli ha mandato in casa l'inviato del tg satirico di Ricci...
Meno male che ho preteso indietro il mio curriculum ;-)

mercoledì 3 marzo 2010

chi è un/una volontario/a animalista?


E' una persona che all'inizio ha del tempo da dedicare a una causa benefica.
All'inizio.
Poi finirà per non avere tempo neanche per se stesso: questo se sarà un bravo volontario.
I volontari operano nei/dai posti più disparati.
Dai bagni degli uffici, in fila alle casse del supermercato, nelle aree di sosta in autostrada, nei camerini dei negozi.
In disparte negli angolini dei posti più impensati li vedi parlare sottovoce ai loro cellulari, scartabellando nelle loro agendine.
Sono quelli che chiedono permessi velocissimi in ufficio per poi tornare magari dopo un'oretta o due, spettinati, sconvolti, ma con il sorriso sulle labbra e il sedile della macchina tappezzato di peli.
Vivono in simbiosi con il loro cellulare, che vibra spesso, ma se il capo è vicino non rispondono mai.
La loro mail è costantemente costipata da appelli.
Ipersensibili, generalmente un po’ ansiosi.
Li riconosci perché qualsiasi potrà essere l'argomento che state affrontando i loro occhi verranno rapiti da qualunque essere vivente a quattro zampe che vi passerà vicino.
Sarete sicurissimi di avere di fronte un volontario se dalla sua borsa emergerà sempre una scatola di biscottini per cani e un guinzaglio.
Potrete essere sicuri al 100% se, vedendo passare un cane senza collare, inizieranno a inseguirlo prima con gli occhi, poi facendovi segno di abbassare la voce per non spaventarlo e quindi in punta di piedi inizieranno a pedinarlo, lasciandovi in asso.
Nel bagaglio della macchina hanno sempre del pane secco "non si sa mai, magari incontro un'anatra". (N.d.B.: nel mio ci sono scatolette di cibo umido e sacchi di croccantini per gatti, un cucchaio, qualche ciotola di plastica e svariate bottiglie d'acqua, un trasportino morbido d'emergenza, una coperta di pile, giornali e stracci per ogni evenienza).
In casa al posto dei quadri hanno certificati di adozioni di conigli. (N.d.B.: a questi punti non sono ancora arrivata...)
Quando li riconoscerete attenetevi a queste semplici regole:
Non iniziate mai a parlare di animali in loro presenza oppure se lo farete, attrezzatevi con tutto il necessaire per preparare una pastiera napoletana.
Almeno alla fine delle 12 ore di monologo animalista potrete gustare una giusta torta proteica.
Accettando la loro amicizia su Fb entrerete nel pericolosissimo mondo degli occhietti amabili che vi chiedono adozione e in meno di una settimana gioirete insieme ai vostri 4 nuovi cani, gatti e conigli (N.d.B.: magari!!!)
Non dite mai a un volontario animalista, che FORSE prenderete un cane.
Vi si attaccherà ai calcagni e potrete staccarlo solo sopprimendolo.
Altri indizi:
I volontari sono sempre in bolletta e generalmente vestiti in maniera semplice. (N.d.B.: se poi sono anche disoccupati o cassaintegrati, ancora meglio...)
Impossibile non trovare almeno un pelo animale su giacche, sciarpe...
Spesso spettinati (con i soldi del parrucchiere ci si paga una pensione ad un cagnolino o si vaccina un gatto!)
Difficilmente liberi durante i week end perché impegnati in preaffidi, staffette, sgambamenti e cene di beneficenza.

Sono quelli che quando dicono "sai, faccio volontariato per gli animali" ricevono sguardi di finta ammirazione mista a vera commiserazione....
Il volontario lo sa.
E' una malattia, una forza impossibile che ti spinge a tritarti anche centinaia di chilometri alle 5 di mattina di domenica per aiutare un orecchiuto a uscire da una gabbia fetida e raggiungere una cuccia calda.
Un volontario è costretto a vedere giornalmente quello che costantemente combatte: la violenza.
Perché il volontario la cerca, la legge giornalmente, la vede.
La studia con il voltastomaco per poterla combattere, per farla conoscere a tutti perché tutti la combattano . E il volontario non ci fa mai l'abitudine.
Le volontarie donne hanno un fedele alleato : il correttore per le occhiaie. E' sondato che non hanno mai sonni tranquilli.
Ma un volontario animalista, nonostante questo impietoso ritratto, è sempre una persona speciale.
Ha una luce propria.
E' una persona che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia, che assorbe la luce di un'anima pura.
E' qualcosa di magico.
E di questi tempi, credetemi è una benedizione.
Vogliate bene agli animali. La loro esistenza fa bella la nostra.
E i volontari semplicemente sono schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza, sanno diffondere.
Siate gentili con ognuno di loro, animali e volontari.
Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di un po' di incoraggiamento.
Grazie a tutti voi/noi!!!
Ilaria Cappato e Rossella